<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597</id><updated>2011-11-11T03:31:12.145Z</updated><category term='stakeholder'/><category term='lavoro'/><category term='Pr Licensing'/><category term='Beppe Grillo'/><category term='Ricerche'/><category term='risultati'/><category term='misurazione'/><category term='RP'/><category term='tecnologia'/><category term='valutazione'/><category term='tolleranza'/><category term='meeting planner'/><category term='roadshow uniferpi'/><category term='istituzione'/><category term='Etica'/><category term='Toni Muzi Falconi'/><category term='talento'/><category term='blogger'/><category term='web 2.0'/><category term='Inter'/><category term='Social Network'/><category term='Comunicazione Pubblica'/><category term='Marketing'/><category term='Strumenti RP'/><category term='Cittadinanzattiva'/><category term='comunicazione politica'/><category term='Responsabilità sociale'/><category term='media giornalismo'/><category term='Organizzare eventi'/><category term='Blog'/><category term='Comunicazione d&apos;Impresa'/><category term='Second Life'/><category term='Crisi'/><title type='text'>Laboratorio di Comunicazione</title><subtitle type='html'>Laboratorio di Comunicazione è ideato e gestito dall'Associazione Culturale PRospettive e vuole essere uno spazio per confrontarsi, dialogare e crescere. Ed in futuro chissà...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>41</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-8837768310344812440</id><published>2008-05-22T15:11:00.002Z</published><updated>2008-05-22T15:17:51.589Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><title type='text'>La cambiamo questa cassetta degli attrezzi?</title><content type='html'>Cittadini, consumatori ed aziende stanno entrando, più o meno consapevolmente, nella nuova era di internet, il 2.0 che, come lo definisce Microsoft, rappresenta solo un punto di partenza per nuove metodologie e applicazioni software, all'insegna della condivisione e della collaborazione tra esseri umaniMa come cambia la professione del relatore pubblico nell’epoca del web 2.0?&lt;br /&gt;Si è provato a rispondere a questa domanda nel &lt;strong&gt;w&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.triveneto.ferpi.it/2008/05/17/web-20-serve-un-cambio-di-mentalita/"&gt;&lt;strong&gt;orkshop organizzato a Udine da Ferpi Triveneto&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; con la partecipazione di illustri ospiti (e amici) come Fabio Bistoncini, Nicola Mattina e Mirko Grava.&lt;br /&gt;E proprio &lt;strong&gt;Bistoncini&lt;/strong&gt; ha provato subito a spiegare ai presenti, soci e non soci, come le nuove tecnologie hanno profondamente e radicalmente modificato il ruolo ed il lavoro tradizione delle rp. Partendo da un concetto di globalizzazione politica e mediatica, il web 2.0 ha permesso la nascita di una nuova classe di decision maker, spesso rappresentati da gruppi, o meglio, da comunità di consumatori finalmente consapevoli del loro potere anche nei confronti delle istituzioni e delle grandi multinazionali. Questa nuova consapevolezza di ruolo e di potere da parte del cittadino-consumatore ha prodotto dei significativi cambiamenti di comportamento e di politiche commerciali da parte di aziende di livello mondiali, fin qui poco sensibili all’ascolto (vedi il caso Nike e la tutela dei diritti dei lavoratori).&lt;br /&gt;Altro aspetto fondamentale davanti a cui ci pone il web 2.0 è la velocità di reazione alla notizia: le nuove tecnologie hanno drasticamente ridotto i tempi di circolazione dell’informazione, eliminato le distanze e moltiplicato le fonti per cui ogni organizzazione (e quindi ogni relatore pubblico) deve necessariamente cambiare il suo approccio alla gestione della crisi.Esistono quindi nuovi strumenti e linguaggi nell’attività di rp ma ciò che Bistoncini ha sottolineato con giusta enfasi è il cambio di mentalità che ogni professionista deve compiere &lt;strong&gt;per non incorrere nel rischio di utilizzare il “vecchio approccio” con i nuovi mezzi a disposizione&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Fondamentali le riflessioni di un esperto del web e blogger influente come &lt;strong&gt;Nicola Mattina&lt;/strong&gt; sull’evoluzione dei media da digitali a sociali, percorso avvenuto proprio grazie alla rete. Internet, ma anche cellulari e tutti gli altri dispositivi portatili, hanno aiutato tutti noi a diventare “produttori” di contenuti e questo deve valere anche per il relatore pubblico. L’azienda, e tutte le organizzazioni, devono diventare produttori di contenuti ed essere in grado, attraverso l’attività di rp, di governare questi nuovi flussi d’informazione. Possiamo quindi parlare di una nuova fase del processo di evoluzione definita company generated media in cui questi contenuti vengono poi condivisi su una rete. Condivisione che genera, a questa punto, una nuova relazione da monitorare e governare in maniera sistematica e costante. Il web 2.0 non dev’essere temuto dalle organizzazioni come potenziale minaccia bensì come un “candido” &lt;strong&gt;focus group&lt;/strong&gt; da cui trarre informazioni utili al perseguimento degli obiettivi aziendali.Ma la rete impone anche alcuni obblighi, come ci ricorda &lt;strong&gt;Mirko Grava&lt;/strong&gt;. L’utilizzo di standard condivisi diventa un requisito imprescindibile per chi vuole costruire una relazione efficace e duratura nel tempo attraverso il web e sfruttando al meglio le potenzialità di questi nuovi strumenti.  Il workshop è stato anche l’occasione per presentare ai soci Ferpi del Friuli Venezia Giulia ed a tutti gli intervenuti, il nuovo sito della delegazione Triveneto consultabile all’indirizzo &lt;a href="http://www.triveneto.ferpi.it/"&gt;&lt;strong&gt;www.triveneto.ferpi.it&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; , anche questo da considerare come un punto di partenza per la crescita e l’accreditamento dei professionisti di relazioni pubbliche. &lt;strong&gt;Mariapaola La Caria&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Claudio De Monte&lt;/strong&gt;, veri e propri “motori” del delegazione del nord est, hanno inoltre iniziato, con questo appuntamento, la programmazione di un percorso formativo che ci accompagni verso la consapevolezza dell’importante ruolo delle nuove tecnologie per il nostro lavoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-8837768310344812440?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/8837768310344812440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=8837768310344812440' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/8837768310344812440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/8837768310344812440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2008/05/la-cambiamo-questa-cassetta-degli.html' title='La cambiamo questa cassetta degli attrezzi?'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-2246458880139856109</id><published>2008-05-19T07:25:00.002Z</published><updated>2008-05-19T07:28:46.075Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Inter'/><title type='text'>Grazie ragazzi....</title><content type='html'>&lt;a href="http://ycca.altervista.org/_altervista_ht/inter.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand" height="253" alt="" src="http://ycca.altervista.org/_altervista_ht/inter.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mi prendo due righe strettamente personali per festeggiare questo scudetto e per salutare tutti i miei amici "&lt;em&gt;rosiconi&lt;/em&gt;". Amala....pazza Inter amala!&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;P.S. Io non prendo La7 .....  ;)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-2246458880139856109?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/2246458880139856109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=2246458880139856109' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/2246458880139856109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/2246458880139856109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2008/05/grazie-ragazzi.html' title='Grazie ragazzi....'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-3037762562796412522</id><published>2008-05-18T08:08:00.003Z</published><updated>2008-05-18T08:15:03.762Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blogger'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Blog'/><title type='text'>Qualcosa si muove</title><content type='html'>Per aiutare un'amica, aspirante grafico pubblicitario, mi sono stati chiesti alcuni contatti. Ho suggerito di visitare i siti in cui sono presenti banche dati con offerte di lavoro: ce ne sono alcuni, anche a livello locale, davvero aggiornatissimi.&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.laboratoriocomunicazione.it/uploaded_images/blogger-758925.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" height="81" alt="" src="http://www.laboratoriocomunicazione.it/uploaded_images/blogger-758909.jpg" width="357" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Sfogliando i diversi annunci relativi al settore grafica &amp;amp; internet, mi sono imbattuto (con stupore e meraviglia) in questa offerta per una collaborazione occasionale a Udine "Ricerca blogger".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora qualcosa si muove...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-3037762562796412522?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/3037762562796412522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=3037762562796412522' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/3037762562796412522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/3037762562796412522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2008/05/qualcosa-si-muove.html' title='Qualcosa si muove'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-7631074595736913102</id><published>2008-05-12T15:54:00.003Z</published><updated>2008-05-12T16:08:16.404Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='istituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione Pubblica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunicazione politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roadshow uniferpi'/><title type='text'>Politica e istituzione: dov'è il confine?</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Nei giorni scorsi si è tenuta a Gorizia la prima tappa del &lt;a href="http://uniferpi.wordpress.com/"&gt;roadshow Uniferpi&lt;/a&gt; e l’incontro ha visto la partecipazione del direttore della comunicazione della Regione FVG, Fabio de Visintini.&lt;br /&gt;Tralascio volutamente la maggior parte dei contenuti (&lt;a href="http://www.ustream.tv/recorded/398161"&gt;potete rivedere l’evento qui&lt;/a&gt;) per fermarmi in particolare su una parte dell’intervento di de Visintini, quello relativo alla sostanziale ma utopistica differenza tra comunicazione istituzionale e comunicazione politica. &lt;a href="http://cartomanzia.precaria.org/images/big/18_confine.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 141px; CURSOR: hand; HEIGHT: 437px" height="505" alt="" src="http://cartomanzia.precaria.org/images/big/18_confine.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Suonano ancora nelle mie orecchie le giustissime parole “le persone passano, l’ente resta” con cui sottolineava la necessità di ricercare la “trasparenza” in tutti i processi di comunicazione dell’istituzione e, conseguentemente, di trasparenza nei confronti dei cittadini.&lt;br /&gt;Ed ora salto ad un fatto di cronaca che riguarda la mia città, Gorizia. &lt;a href="http://turismoinmoto.altervista.org/itinerari/Turchia/Turchia%20di%20Lorenzo/a3%20Confine%20Grecia-Turchia.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nelle scorse settimana un’ordinanza del Comune sancisce che i locali pubblici (bar) del centro cittadino dovranno spegnere la musica alle ore 23, bloccare la mescita alle ore 24 e garantire la chiusura entro l’una di notte.&lt;br /&gt;Non sto qui a giudicare l’ordinanza perché non è assolutamente questo il luogo adatto ma vorrei portare all’attenzione di chi legge il comportamento “istituzionale” di un altro ente locale, la Provincia di Gorizia che sul proprio sito pubblica un sondaggio in cui chiede ai visitatori “&lt;a href="http://www.provincia.gorizia.it/custom/sez_sondaggio.php"&gt;È giusto chiudere i bar a mezzanotte?&lt;/a&gt;” scatenando le (comprensibili) reazioni del Sindaco.Mi sembra inutile sottolineare che le due giunte appartengono a fazioni politiche contrapposte ma quello che mi stupisce decisamente di più è l’uso strumentale e politico di un servizio che istituzionale è e così deve (o dovrebbe) essere considerato.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-7631074595736913102?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/7631074595736913102/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=7631074595736913102' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/7631074595736913102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/7631074595736913102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2008/05/politica-e-istituzione-dov-il-confine.html' title='Politica e istituzione: dov&apos;è il confine?'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-2693034869210828086</id><published>2008-03-12T16:43:00.003Z</published><updated>2008-03-12T16:52:59.439Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Toni Muzi Falconi'/><title type='text'>El segna semper lu</title><content type='html'>&lt;a href="http://strumpette.com/uploads/august07/toni_muzi_falconi.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 151px; CURSOR: hand; HEIGHT: 201px" height="235" alt="" src="http://strumpette.com/uploads/august07/toni_muzi_falconi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Riporto integralmente la notizia apparsa nella newsletter Ferpi di questa settimana.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Venerdì 7 Marzo a Miami l'Institute for Public Relations (&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.instituteforpr.org/"&gt;&lt;em&gt;www.instituteforpr.org&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; ) ha eletto &lt;strong&gt;Toni Muzi Falconi&lt;/strong&gt; alla presidenza della sua Commissione internazionale per la ricerca sulle relazioni pubbliche. L'Institute for Public Relations, una fondazione privata finanziata dalle maggiori imprese mondiali, è considerato il centro di ricerca più autorevole e reputato al mondo.&lt;br /&gt;Dopo essere stato al vertice mondiale delle associazioni professionali (dal 2002 al 2004) come presidente della Global Alliance for Public Relations and Communication Management, di cui era stato fondatore, Muzi Falconi assume ora il massimo incarico internazionale nella ricerca sulle relazioni pubbliche. Già presidente di Ferpi ed attuale delegato dell'Associazione per le relazioni internazionali, recentemente la rivista &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.primaonline.it/" target="_self"&gt;&lt;em&gt;Prima Comunicazione &lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;l'ha indicato come il più noto e autorevole comunicatore italiano. Gli abbiamo chiesto di tracciare un profilo del suo mandato.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Se volete leggere l'intervista a Toni, visitate questa &lt;a href="http://www.ferpi.it/news_leggi.asp?ID=45564"&gt;pagina del sito Ferpi&lt;/a&gt; .&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'unica cosa che mi sembra giusto scrivere di mio pugno sono i più sinceri complimenti a Toni per questa sua nuova ed ennesima avventura nel mondo (nel verso senso del termine) delle Rp.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E' proprio vero...el segna semper lu!!!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-2693034869210828086?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/2693034869210828086/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=2693034869210828086' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/2693034869210828086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/2693034869210828086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2008/03/el-segna-semper-lu.html' title='El segna semper lu'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-3818848111264896009</id><published>2008-03-04T12:58:00.002Z</published><updated>2008-03-04T13:02:01.040Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Social Network'/><title type='text'>L'importante è dirlo prima...</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.technorati.it/images/beautipepop.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.technorati.it/images/beautipepop.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sono nati negli Stati Uniti ma ben presto la loro diffusione ha davvero contagiato tutti i continenti divenendo in poco tempo un fenomeno di studio per i professionisti della comunicazione e, di conseguenza, una nuova opportunità per le imprese. Stiamo parlando dei &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Social Network&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, letteralmente delle reti sociali nate sul web per creare nuove relazioni, da quelle personali-affettive fino alle professionali. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Di certo una rivoluzione per la comunicazione dei giorni nostri soprattutto per la contagiosa espansione e per la facilità d'utilizzo: fino a ieri, infatti, poteva tranquillamente definirle user friendly in quanto semplicimente usabili da chiunque. Proprio così...da chiunque..ma ecco una nuova controrivoluzione: la rete sociale dedicata! E dedicata a chi? Ai soli belli!!!E' nato infatti &lt;a href="http://it.beautifulpeople.net/frontpage.asp"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Beautiful People&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, il primo social network che si autodefinisce "&lt;em&gt;&lt;strong&gt;no politically correct&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;" ma semplicemente una community onesta. Ecco le parole del suo ideatore, Robert Luciano Hintze tratte dal sito &lt;a href="http://www.tgcom.it/"&gt;http://www.tgcom.it/&lt;/a&gt; "Sin dalla nascita del genere umano, la gente ha sempre adorato la bellezza. Tutti lo pensano, ma pochi hanno il coraggio di dirlo". "Tuttavia - conclude l'ideatore di BP - il nostro ideale di bellezza non è dettato da nessuna elitè e non è imposto dall'alto, come accade nell'industria della moda o del cinema, ma si fonda sulla possibilità degli iscritti di esprimere, attraverso una votazione democratica, la loro personale visione della bellezza". L'onesta prima di tutto...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-3818848111264896009?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/3818848111264896009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=3818848111264896009' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/3818848111264896009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/3818848111264896009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2008/03/limportante-dirlo-prima.html' title='L&apos;importante è dirlo prima...'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-7090728379201137589</id><published>2008-01-25T08:21:00.000Z</published><updated>2008-01-25T08:34:53.554Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione Pubblica'/><title type='text'>Che bel 2008 per la comunicazione pubblica…e siamo solo a gennaio!</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.laboratoriocomunicazione.it/uploaded_images/Immagine-712986.JPG"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" height="227" alt="" src="http://www.laboratoriocomunicazione.it/uploaded_images/Immagine-712982.JPG" width="234" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E’ un inizio d’anno davvero complicato per l’immagine e la reputazione dello Stato e della Pubblica Amministrazione in generale, chissà se i comunicatori pubblici vedono questo periodo come un “&lt;strong&gt;mese nero&lt;/strong&gt;” o come un’occasione di sfida professionale e una possibilità per far valere le proprie capacità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di certo è che siamo partiti il 18 gennaio con la messa offline del più caro sito internet italiano, il tanto (negativamente) reclamizzato portale del turismo italiano &lt;a href="http://www.italia.it/"&gt;&lt;strong&gt;www.italia.it&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; , costato la bellezza di &lt;strong&gt;45 milioni di euro&lt;/strong&gt; per un prodotto che di innovativo ha davvero poco.&lt;br /&gt;Un fallimento “virtuale” davvero clamoroso soprattutto per l’effettivo spreco di denaro pubblico non giustificabile neanche in caso di successo dell’iniziativa, figuriamoci adesso con la sua chiusura.&lt;br /&gt;E poi arriviamo alla giornata di ieri con la caduta del &lt;strong&gt;Governo Prodi&lt;/strong&gt; ma soprattutto con l’impietosa lite in aula tra i senatori Cusumano e Barbato. Voglio assolutamente e consapevolmente tralasciare le motivazioni di questa “rissa” non solo verbale finita tra insulti, sputi e minacce, vorrei solo capire come un comunicatore pubblico può affrontare la sfida di ricostruire un’immagine, una reputazione ed un rapporto di fiducia tra Stato e Cittadino alla luce di &lt;a href="http://www.corriere.it/gallery/Politica/vuoto.shtml?2008/01_Gennaio/facce/1&amp;amp;18"&gt;&lt;strong&gt;queste foto&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; (tratte da &lt;em&gt;corriere.it&lt;/em&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-7090728379201137589?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/7090728379201137589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=7090728379201137589' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/7090728379201137589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/7090728379201137589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2008/01/che-bel-2008-per-la-comunicazione.html' title='Che bel 2008 per la comunicazione pubblica…e siamo solo a gennaio!'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-4933852238867721216</id><published>2008-01-04T12:13:00.000Z</published><updated>2008-01-04T12:17:05.116Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marketing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione d&apos;Impresa'/><title type='text'>Ombre a Nord Est!</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.movieconnection.it/schede/videopolis/ombre_enebbia4.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 167px; CURSOR: hand; HEIGHT: 175px" height="253" alt="" src="http://www.movieconnection.it/schede/videopolis/ombre_enebbia4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Elisa cantava di luci e tramonti a nord-est, peccato si fosse dimenticata anche delle ombre ed indovinate in quale settore?&lt;br /&gt;Una ricerca dell’agenzia udinese &lt;strong&gt;Aipem&lt;/strong&gt;, condotta su un campione di 103 dirigenti d’azienda del Triveneto, segnala una triste situazione per la comunicazione d’impresa ed il marketing. I manager denunciano infatti una &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;scarsa sensibilità delle aziende ad inv&lt;/span&gt;estire&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; in soluzioni innovative nei settori della comunicazione e del marketing e persino della ricerca e sviluppo dei prodotti.&lt;br /&gt;Insomma, siamo consapevoli che (purtroppo) il capitolo di spesa relativo alla ns. professione è spesso il primo ad essere tagliato (e quanto potremmo discutere su questo punto) ma che addirittura si lesini sulla ricerca ed innovazione del prodotto...bè..è triste soprattutto con i concorrenti stranieri che corrono molto più di noi.&lt;br /&gt;Gli stessi dirigenti, si legge nella ricerca Aipem, si auspicano nei prossimi mesi un aumento degli investimenti in comunicazione ma &lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;&lt;strong&gt;non necessariamente legati&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; ai new media o altre tecniche innovative di marketing (viral, direct, ecc...).&lt;br /&gt;Speriamo non siano sempre i soliti “buoni propositi” per il futuro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-4933852238867721216?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/4933852238867721216/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=4933852238867721216' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/4933852238867721216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/4933852238867721216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2008/01/ombre-nord-est.html' title='Ombre a Nord Est!'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-5125583127553235909</id><published>2007-12-21T11:17:00.000Z</published><updated>2007-12-21T11:28:04.919Z</updated><title type='text'>Il Visual Design nelle organizzazioni</title><content type='html'>&lt;div&gt;Volevo solo segnalare l'uscita dell'ultimo libro di Guido Muneratto, docente del corso di Laurea in Relazioni Pubbliche presso l'Università di Udine e vera fonte di idee ed iniziative.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il libro “&lt;strong&gt;Il Visual Design nelle organizzazioni&lt;/strong&gt;” dell’architetto Guido Muneratto, edito dalla casa editrice FrancoAngeli, prende forma da un progetto didattico innovativo che l’autore ha avuto modo di attuare a partire dall’a.a. 2003/04, nell’ambito delle discipline di Allestimento ed Exhibit design e di Visual design, presso il Corso di Laurea in Relazioni Pubbliche dell’Università degli Studi di Udine a Gorizia. &lt;a href="http://www.laboratoriocomunicazione.it/uploaded_images/copertina_fronte-714575.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.laboratoriocomunicazione.it/uploaded_images/copertina_fronte-714571.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La comunicazione è da tempo tema centrale di riflessione dei settori professionali che si occupano delle relazioni dell’azienda con il contesto sociale. Questo libro, nato dall’incontro tra ricerca e impresa, si propone di analizzare il contributo offerto dal Visual design alla gestione dei progetti comunicativi di una qualsiasi organizzazione, sia essa un’azienda manifatturiera oppure di servizi o ancora un Ente pubblico.&lt;br /&gt;Senza tecnicismi ma con ricchezza di indicazioni, calate nel vivo delle esigenze di promozione del proprio marchio da parte di tre organizzazioni esemplari nei rispettivi ambiti di appartenenza (Insiel, Regione Autonoma FVG e illycaffè) si offre all’attenzione di quanti per motivi di studio e soprattutto per ragioni professionali devono affrontare le questioni connesse con la comunicazione d’impresa. Brand, logotipo, immagine coordinata, packaging sono i campi in cui il Visual design – in termini di creatività e competenza operativa – esprime il suo contributo volto al miglioramento costante dell’efficacia comunicativa, chiave di volta del successo di qualunque organizzazione voglia oggi interpretare un ruolo di rilievo nel panorama economico e sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e-mail: &lt;a href="mailto:guido.muneratto@uniud.it"&gt;guido.muneratto@uniud.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.aevd.it/"&gt;http://www.aevd.it/&lt;/a&gt; 338 2072391&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-5125583127553235909?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/5125583127553235909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=5125583127553235909' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/5125583127553235909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/5125583127553235909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/12/il-visual-design-nelle-organizzazioni.html' title='Il Visual Design nelle organizzazioni'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-6210170295324739011</id><published>2007-12-07T11:32:00.000Z</published><updated>2007-12-07T11:38:00.344Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web 2.0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione d&apos;Impresa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecnologia'/><title type='text'>Quant'è dura l'avventura....nel web 2.0</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.desmm.com/wp-content/web20_people.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.desmm.com/wp-content/web20_people.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Prendo spunto da una ricerca della &lt;a href="http://www.forrester.com/"&gt;Forrester&lt;/a&gt; presentata ad agosto e segnalata questa settimana dalla newsletter di &lt;a href="http://www.extrapola.com/"&gt;eXtrapola&lt;/a&gt; sulla qualità di 100 siti web aziendali nell’era del Web 2.0 .&lt;br /&gt;Il rapporto è desolante in quanto la presenza sul web viene giudicata inadeguata, obsoleta e non sfrutta le enormi potenzialità del 2.0 e questo avviene per 97 aziende su 100.&lt;br /&gt;Queste alcune significative righe dell’articolo pubblicato da estrapola: “&lt;em&gt;Secondo Forrester Research, manager e Ceo &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;non hanno ancora compreso&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; quali possano essere le potenzialità del web 2.0 e dell'avvento dei social network. Jaap Favier, direttore dell'istituto di ricerca, osserva che le aziende &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;non sanno ancora come&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; i propri clienti usano gli strumenti del Web 2.0 e quali siano i motivi che li spingono a creare un blog o a pubblicare un video su YouTube. Inoltre manager e Ceo &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;non hanno esperienza&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; su quali tecnologie e approcci siano adeguati al realizzare obiettivi di marketing&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;Probabilmente non serviva questa ricerca per sottolineare una situazione sotto gli occhi di tutti noi internauti ma mi è sembrato giusto tornare ancora una volta sull’argomento legato al rapporto tra comunicazione aziendale e tecnologia. &lt;em&gt;Mi piacerebbe confrontare (se trovo un po’ di tempo lo faccio…promesso&lt;/em&gt;!) quante delle 100 aziende considerate hanno investito su Second Life, ad esempio, piuttosto che concentrarsi e sviluppare un sito web in linea con &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;l’utente – visitatore&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; di oggi, un utente sempre più preparato e consapevole e quindi sempre più alla ricerca di servizi (e relazioni) tagliati a misura delle sue necessità. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-6210170295324739011?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/6210170295324739011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=6210170295324739011' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/6210170295324739011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/6210170295324739011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/12/quant-dura-lavventuranel-web-20.html' title='Quant&apos;è dura l&apos;avventura....nel web 2.0'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-8791974387183231087</id><published>2007-11-23T16:13:00.000Z</published><updated>2007-11-23T16:37:57.395Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Etica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='media giornalismo'/><title type='text'>Il Quarto Potere</title><content type='html'>&lt;a href="http://ultimastanza.net/wp-content/uploads/2006/12/quartopotere.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://ultimastanza.net/wp-content/uploads/2006/12/quartopotere.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Segnalo un articolo tratto dal solito ricchissimo sito Ferpi &lt;a href="http://www.ferpi.it/news_leggi.asp?ID=45016"&gt;Una nuova funzione per le redazioni: diventare una “info-struttura” per la comunità&lt;/a&gt; .&lt;br /&gt;Proprio qualche giorno fa ragionavo sul “potere” dei giornalisti nei confronti delle masse soprattutto in relazione ai diversi fatti di cronaca (spesso nera) accaduti ultimamente.&lt;br /&gt;E’ cosa nota che i giornali, a seconda dell’argomento del momento, tagliano le notizie dando maggior risalto ad un avvenimento piuttosto che ad un altro. Un esempio: pensate che in questi ultimi mesi non sia mai cascato un aereo? Eppure fino ad un paio d’anni fa eravamo informati anche se il più piccolo dei Cesna finiva il carburante.&lt;br /&gt;Oggi sulle prime pagine dei giornali possiamo trovare anche un rumeno che passa con il rosso…&lt;br /&gt;Anche gli episodi di vera e propria guerra civile verificatisi dopo l’uccisione del giovane Sandri sono frutto di diversi errori di comunicazione, sia da parte delle Forze dell’Ordine, sia da parte di giornalisti troppo frettolosi di uscire con notizie non confermate. Risultato: il caos!&lt;br /&gt;Insomma, quando si parla di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quarto_potere_(diritto)"&gt;quarto potere&lt;/a&gt; non lo si fa a caso.&lt;br /&gt;Forse è proprio il caso di ripensare al ruolo della stampa all’interno della società e per questo motivo mi piace segnalare questo articolo tratto dal blog di &lt;a href="http://www.naa.org/blog/FutureOfNewspapers/"&gt;Newspaper Association of America&lt;/a&gt; . Che ne pensate?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-8791974387183231087?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/8791974387183231087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=8791974387183231087' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/8791974387183231087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/8791974387183231087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/11/il-quarto-potere.html' title='Il Quarto Potere'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-7234758108262845177</id><published>2007-11-15T09:52:00.000Z</published><updated>2007-11-15T09:56:04.946Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Etica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Responsabilità sociale'/><title type='text'>Provare (giocando) per credere!</title><content type='html'>&lt;a href="http://static.blogo.it/gamesblog/simcitysocieties.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://static.blogo.it/gamesblog/simcitysocieties.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E’ uscito ufficialmente il 13 novembre &lt;a href="http://simcity.ea.com/"&gt;SimCity Societies&lt;/a&gt;, l’ultima versione del gioco targaro &lt;a href="http://www.ea.com/"&gt;EA Arts&lt;/a&gt; che permette a chiunque di cimentarsi come primo cittadino di una città o, se siete bravi, di una vera e propria megalopoli.&lt;br /&gt;Bene, direte voi, ma che ci frega? In effetti…no, a parte gli scherzi, ho pensato di segnalare questa uscita perché all’interno del videogame l’utente si troverà di fronte a scelte “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;responsabili&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;” quali la scelta e l’impiego di energie rinnovabili per alimentare la propria città.&lt;br /&gt;Trovo questo aspetto davvero importante perché da anni si cerca di portare avanti una miriade di progetti a salvaguardia dell’ambiente, sensibilizzando i cittadini sull’esauribilità delle risorse naturali. Le istituzioni, dal canto loro, si sono mosse con incentivi per chi decide di fornire la propria abitazione delle nuove tecniche di produzione di energia e rigenerazione dei combustibili (&lt;em&gt;pannelli solari, riutilizzo delle acque grigie, caldaie a condensazione&lt;/em&gt;, fino ad arrivare al concetto di &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;casa passiva&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;). Il neo, a mio avviso, riguarda però la &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;scarsa formazione&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; che è stata fatta nei confronti dei cittadini e, soprattutto, delle nuove generazioni, quelle cioè forse più interessate sia alla tutela dell’ambiente sia al risparmio energetico.&lt;br /&gt;Forse, dopo un processo formativo adeguato, riusciremmo a superare l’ostacolo costituito dal maggior investimento iniziale che però viene facilmente ammortizzato dagli sgravi fiscali e dal risparmio negli anni seguenti. Non posso certo essere sicuro dell’obiettivo etico di EA Arts ma di certo questo nuovo genere di formazione-divertimento potrà riuscire dove le istituzioni hanno (ahimè) fallito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-7234758108262845177?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/7234758108262845177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=7234758108262845177' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/7234758108262845177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/7234758108262845177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/11/provare-giocando-per-credere.html' title='Provare (giocando) per credere!'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-976546826622429357</id><published>2007-10-22T09:50:00.000Z</published><updated>2007-10-22T10:08:10.054Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beppe Grillo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Blog'/><title type='text'>Legge blog: rientrato allarme grazie a un grillo!</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.federconsumatoriroma.it/image/grillo.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 140px; CURSOR: hand; HEIGHT: 235px" height="260" alt="" src="http://www.federconsumatoriroma.it/image/grillo.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il mondo dei blogger ha vissuto momenti di panico (io ho dormito pochissimo durante queste notti, non so dirvi se per il ddl in questione o per il mio bebè) per il disegno di legge presentato in data 3 agosto e approvato dieci giorni fa che potete trovare &lt;a href="http://www.governo.it/Presidenza/DIE/doc/DDL_editoria_030807.pdf"&gt;qui&lt;/a&gt; .&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il ddl regolamenta il settore dell'editoria intervenendo però in maniera decisa anche nel settore on-line in quanto prevede la registrazione del sito al Registro degli operatori di Comunicazione con conseguenti responsabilità civili e penali in merito ai contenuti e diverse spese "burocratiche" per i titolari dello spazio web.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E' dovuto intervenire Beppe Grillo, dopo le sollecitazioni dei siti civile.it e puntoinformatico.it, per portare ad un chiarimento da parte del Ministro Gentiloni (&lt;a href="http://www.ampletech.net/news/webnews/1538/gentiloni-ammette-norma-sui-blog-da-rivedere.html"&gt;leggi qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.paologentiloni.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&amp;amp;doc=14116&amp;amp;sid=1"&gt;leggi qui&lt;/a&gt;) e di Ricardo Franco Levi, sottosegretario del Consiglio con delega all'editoria (&lt;a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.1449831413"&gt;leggi qui&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lascio da parte i commenti sul ddl, mi viene però l'orticaria a pensare che in Italia sia ormai in voga la moda di riparare ai "danni" o comunque di confrontarsi su determinati temi caldi solo e soltanto se è un &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/2007/10/la_legge_levipr.html"&gt;grillo&lt;/a&gt; a cantare!!! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-976546826622429357?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/976546826622429357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=976546826622429357' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/976546826622429357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/976546826622429357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/10/legge-blog-rientrato-allarme-grazie-un.html' title='Legge blog: rientrato allarme grazie a un grillo!'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-6742794213225266675</id><published>2007-10-02T07:56:00.000Z</published><updated>2007-10-02T08:02:25.860Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Second Life'/><title type='text'>L'Isola dei fumosi</title><content type='html'>&lt;a href="http://secondlife.regioneveneto.net/files/second-live-screenshot.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://secondlife.regioneveneto.net/files/second-live-screenshot.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://secondlife.regioneveneto.net/files/second-live-screenshot.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ricevo ieri la newsletter di &lt;a href="http://www.comunicazioneitaliana.it/"&gt;Comunicazione Italiana&lt;/a&gt; in cui mi colpisce da subito un articolo dal titolo molto eloquente “&lt;a href="http://t.contactlab.it/c/1000142/872/3234756/9567"&gt;Second Life: l’isola dei fumosi&lt;/a&gt;”.&lt;br /&gt;In sostanza ci troviamo di fronte, come si evince dall’articolo tratto da una ricerca della rivista &lt;a href="http://www.wired.com/"&gt;Wired&lt;/a&gt; ), ad un calo mostruoso nella partecipazione a questo mondo virtuale.&lt;br /&gt;Dei &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;nove milioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; di avatar, si pensa che &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffff33;"&gt;solo 300.000&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; siano in realtà i frequentatori abituali, escludendo quindi le doppie (o triple) identità e le persone che si registrano solo per provare ma che poi abbandonano questa esperienza.&lt;br /&gt;Numeri davvero impietosi soprattutto per le aziende che hanno visto in Second Life un nuovo canale per promuovere la propria attività ed i propri servizi, talvolta con ingenti investimenti di capitali...e non si parla di Linden Dollar!!!&lt;br /&gt;Possiamo parlare quindi di crisi o forse il boom di questa realtà virtuale è stato più dovuto al tam tam mediatico e ad una moda “iper estemporanea”?&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-6742794213225266675?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/6742794213225266675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=6742794213225266675' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/6742794213225266675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/6742794213225266675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/10/lisola-dei-fumosi.html' title='L&apos;Isola dei fumosi'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-529092991305197775</id><published>2007-09-21T07:00:00.000Z</published><updated>2007-09-21T07:14:13.500Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione Pubblica'/><title type='text'>Il muro della PA</title><content type='html'>Ho partecipato l'altro ieri a Milano alla quinta edizione del convegno &lt;a href="http://www.medfiles.it/"&gt;PHARMAforum&lt;/a&gt;, appuntamento per gli operatori del settore congressuale e della formazione continua in medicina (&lt;a href="http://www.ministerosalute.it/ecm/ecm.jsp"&gt;ECM&lt;/a&gt;) per fare il punto sul riordino avvenuto, a livello ministeriale, il 1° agosto.&lt;br /&gt;La discussione è stata interessante, sotto certi punti di vista, soprattutto per l’eterogenea composizione dei relatori intervenuti tra cui un presidente di un Ordine dei Medici, due responsabili per la formazione di alcune Regioni, l’amministratore delegato di una casa farmaceutica, un medico – giornalista (come moderatore), il presidente nazionale delle Società Medico-Scientifiche e, finalmente, un esponente di Federcongressi in rappresentanza di tutte quelle agenzie che ogni giorno lavoro in maniera professionale per l’organizzazione di questi corsi. Chi mancava? Semplice, l’interlocutore numero 1…&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;il Ministero della Salute&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; che non ha ritenuto di dover partecipare accettando l’invito degli organizzatori. Una preziosa occasione persa per &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;dialogare&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; in modo costruttivo e sereno, cercando di capire i problemi inerenti al settore della formazione continua in medicina &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;tenendo conto del punto di vista di tutti gli attori&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; del movimento. Ma soprattutto mi chiedo che senso ha per queste istituzioni pubbliche partecipare e mettersi in bella mostra a manifestazioni come il &lt;a href="http://www.compa.it/"&gt;Compa&lt;/a&gt; di Bologna o il &lt;a href="http://www.forumpa.it/forumpa2007/home/home.html"&gt;Forum PA&lt;/a&gt; di Roma quando poi, nel quotidiano, la realtà delle cose è un muro posto davanti ai propri interlocutori? Tra il dire e il fare c’è di mezzo…la PA!!! : )&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-529092991305197775?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/529092991305197775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=529092991305197775' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/529092991305197775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/529092991305197775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/09/il-muro-della-pa_21.html' title='Il muro della PA'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-6889299418983570292</id><published>2007-08-28T12:36:00.001Z</published><updated>2007-08-28T12:38:12.994Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Crisi'/><title type='text'>La chiamano guerra delle Barbie!!!</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.falabella.com/iconos/campanas/2456253/barbie340x300.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.falabella.com/iconos/campanas/2456253/barbie340x300.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Durante questo mese ha fatto molto scalpore il caso Mattel, la famosa azienda americana di giocattoli, che si è vista costretta a ritirare qualcosa come 18 milioni di prodotti dagli scaffali dei negozi in quanto giudicati pericolosi per i bambini.&lt;br /&gt;Da allora è stato un susseguirsi di prese di posizione tra l’azienda e la Cina, la maggior produttrice di questi giocattoli.&lt;br /&gt;Ascoltando un’edizione del TG5 mi è arrivato all’orecchio un dato assolutamente sconvolgente: circa il 20% dei giocattoli Mattel prodotti in Cina, al momento delle analisi e verifiche nei laboratori atti a verificarne la qualità, viene bollato come “non sicuro” e quindi pericoloso.&lt;br /&gt;Questo dato era assolutamente a conoscenza sia dell’azienda americana sia dei loro partner cinesi che però nulla hanno fatto per bloccare le partite difettose.&lt;br /&gt;Mattel ha cercato di risolvere la crisi attraverso il suo sito internet con un messaggio (tradotto in diverse lingue) del presidente Bob Eckert ed implementando una serie di domande/risposta predefinite (le classiche FAQ). Vedi qui &lt;a href="http://www.mattel.com/safety/it/"&gt;http://www.mattel.com/safety/it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dalla sua parte la Cina passa al contrattacco dicendo che la qualità della loro produzione è altissima ma, come sempre, è possibile ci siano delle “mele marce” ma anche che i difetti erano nel design della casa madre e non nelle procedure di produzione (strano visto che si parla di pitture tossiche e magneti non funzionanti). Altro messaggio da Pechino, e qui non si può dargli nessun torto, è proprio rivolto a quelle aziende (americane ed europee) che cercano nella produzione cinese la loro massimizzazione dei profitti per poi scaricare eventuali colpe nel caso si verifichino questi incidenti.C’è da riflettere ma sicuramente una pagina di faq non basta come risposta, soprattutto per chi mette al primo posto la sicurezza dei bambini!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-6889299418983570292?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/6889299418983570292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=6889299418983570292' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/6889299418983570292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/6889299418983570292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/08/la-chiamano-guerra-delle-barbie.html' title='La chiamano guerra delle Barbie!!!'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-3169518573441794545</id><published>2007-08-22T15:05:00.000Z</published><updated>2007-08-22T15:08:48.942Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stakeholder'/><title type='text'>Mea culpa...ho dimenticato gli stakeholder!</title><content type='html'>&lt;a href="http://static.flickr.com/44/172726023_333613578c.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://static.flickr.com/44/172726023_333613578c.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Negli ultimi mesi ho partecipato a due diversi momenti formativi legati alle relazioni pubbliche: in giugno, come segnalato qualche post fa, al seminario sulla misurazione dei risultati mentre lo scorso mese al seminario online di Toni Muzi Falconi (&lt;a href="http://www.teabreak.it/"&gt;&lt;strong&gt;www.teabreak.it&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;) dal titolo &lt;em&gt;“Ma a che serve davvero un ufficio stampa? Possibile che riusciamo soltanto a peggiorare le nostre relazioni con i giornalisti? Quali approcci modificare per migliorare davvero le nostre relazioni con loro e, insieme a loro, affrontare la sfida della doppia disintermediazione in conseguenza dello sviluppo dei social media?"&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Dopo ogni corso o altra attività formativa, è importante, a mio avviso, delineare alcuni punti fondamentali che più degli altri possono influenzare la nostra quotidiana professione.&lt;br /&gt;Seguendo questi due seminari mi sono reso conto di quanto molto (forse troppo) spesso &lt;strong&gt;"si predichi bene e si razzoli male”&lt;/strong&gt; nel senso che si danno per scontate nozioni e concetti appresi ma che in realtà, nella pratica, si continua a reiterare negli stessi e banali errori.&lt;br /&gt;Un esempio? Se ne potrebbero fare tanti ma quello che più mi ha colpito è la definizione degli stakeholder di un’organizzazione. Sembrerebbe banale, un errore imperdonabile per un relatore pubblico invece, con un pò di vergogna, devo ammettere che in quest’ultimo anno ho pensato più alla classica “sparata nel mucchio” (nel dialetto delle mie parti si direbbe “&lt;em&gt;chi ciapo ciapo&lt;/em&gt;” ovvero “chi prendo prendo”).&lt;br /&gt;Mi rendo conto solo ora che, all’analisi fatta della concorrenza e conseguente swot per definire il nostro ruolo nel mercato (parlo del settore delle location congressuali e degli enti di formazione), non è seguita un’attenta e quanto mai necessaria individuazione di quei soggetti influenti per l’attività della nostra azienda.&lt;br /&gt;E’ tempo di rimediare...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-3169518573441794545?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/3169518573441794545/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=3169518573441794545' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/3169518573441794545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/3169518573441794545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/08/mea-culpaho-dimenticato-gli-stakeholder.html' title='Mea culpa...ho dimenticato gli stakeholder!'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-7851426806343538674</id><published>2007-08-22T14:56:00.000Z</published><updated>2007-08-22T15:04:46.792Z</updated><title type='text'>Vi presento Jacopo  : )</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.laboratoriocomunicazione.it/uploaded_images/jacopo-756679.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.laboratoriocomunicazione.it/uploaded_images/jacopo-756676.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Riprendo a scrivere sul blog dopo un periodo denso di emozioni davvero indescrivibili.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il 2 agosto alle ore 9.28 è nato Jacopo, il mio bambino!!!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Volevo solo cogliere l'occasione per presentarvelo...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-7851426806343538674?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/7851426806343538674/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=7851426806343538674' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/7851426806343538674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/7851426806343538674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/08/vi-presento-jacopo.html' title='Vi presento Jacopo  : )'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-7474568195749497621</id><published>2007-07-02T17:38:00.001Z</published><updated>2007-07-02T17:38:18.245Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricerche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strumenti RP'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='media giornalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RP'/><title type='text'>Una ricerca sul (controverso) rapporto tra relatori pubblici e giornalisti</title><content type='html'>Non potevo non &lt;a href="http://www.ferpi.it/news_leggi.asp?ID=44277" target="_blank"&gt;segnalare&lt;/a&gt; la &lt;a href="http://www.visionblog.it/questionario_grp" target="_blank"&gt;ricerca&lt;/a&gt; che Toni Muzi Falconi e Chiara Valentini stanno conducendo e che riguarda il rapporto tra relatori pubblici e giornalisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispondete e diffondete il &lt;a href="http://www.visionblog.it/questionario_grp" target="_blank"&gt;questionario&lt;/a&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto spesso questo rapporto è controverso, teso, poco ben definito. Molte volte succede che il confine tra i due "mondi" sia così labile (se di confine si può parlare) da non vederci chiaro nemmeno chi si trova in mezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente preferisco considerarli due facce della stessa medaglia, con il distinguo che riguarda l'approccio che un relatore pubblico dovrebbe, a mio avviso, avere: la stampa (web, radio, carta) è uno dei mezzi di comunicazione, il cui uso, come strumento e non come mero fine, dovrebbe rientrare in tutte quelle attività continuative volte per creare e mantenere una rete di relazioni con i diversi pubblici di riferimento dell'organizzazione per la quale lavora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il relatore pubblico dovrebbe fare relazioni (quindi media relations, non semplice addetto stampa), il giornalista occuparsi di informazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difficile che un giornalista che non ha fatto altro nella vita possa fare comunicazione, anche se potrebbe sempre avanzare la famosa frase di Paul Watzlawick: "E' impossibile non comunicare"...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che ne dite?&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-7474568195749497621?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/7474568195749497621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=7474568195749497621' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/7474568195749497621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/7474568195749497621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/07/una-ricerca-sul-controverso-rapporto.html' title='Una ricerca sul (controverso) rapporto tra relatori pubblici e giornalisti'/><author><name>marco bardus</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://2.bp.blogspot.com/_AC7_FTgQ4sU/TC5DE52yq0I/AAAAAAAAAGo/WbNPn6kPyhE/s1600-R/3277811539_fbda1dca8b_m.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-1672149536321982681</id><published>2007-07-02T13:45:00.000Z</published><updated>2007-07-02T13:57:59.590Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='misurazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='valutazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='risultati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RP'/><title type='text'>Misurare per crescere come professionisti</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.roma3.infn.it/atlas/TesiAnnaRita/tesi_definitiva_file/image261.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.roma3.infn.it/atlas/TesiAnnaRita/tesi_definitiva_file/image261.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Giovedì scorso ho seguito un interessantissimo seminario sulla misurazione dei risultati dell’attività di relazioni pubbliche tenuto dalla &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;dott.ssa Stefania Romenti&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; e sapientemente organizzato da Ferpi Triveneto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Devo dire che la giornata, a mio giudizio, è stata estremamente proficua in quanto la partecipazione di molti professionisti “attenti e vivaci” ha reso molto piacevoli le ore in aula.&lt;br /&gt;Fatto questo doveroso preambolo, mi sembra giusto spendere qualche parola per l’argomento della giornata, la misurazione e la valutazione delle attività di relazioni pubbliche.&lt;br /&gt;Con quale obiettivo ho partecipato a questo seminario?&lt;br /&gt;Penso che la nostra categoria professionale non abbia ancora un ruolo ben definito (ahimè) agli occhi dell’opinione pubblica e, conseguentemente, anche dei potenziali nuovi clienti.&lt;br /&gt;Perchè? Penso che la mancanza di una “scientificità” della materia e dei risultati, a detta di alcuni, sia la causa principale oltre che, e non mi stancherò mai di dirlo, la mancanza di una certificazione della professione.&lt;br /&gt;Ecco perchè sono convinto che la presentazione di &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;risultati misurabili e confrontabili&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; al cliente possa essere un elemento non valido bensì fondamentale per il definitivo affermarsi del nostro lavoro.&lt;br /&gt;Altra considerazione è che, al contrario di ciò che pensavo prima del seminario, la misurazione e la valutazione dei risultati non sono un’attività finale alla campagna di rp bensì costituiscono un percorso parallelo al fine di governare nel miglior modo possibile le relazioni con gli stakeholder dell’azienda.&lt;br /&gt;La nota più positiva è stata però la possibilità, o meglio l’intuizione, di identificare alcuni criteri di misurazione e valutazione che potrò, fin da subito, applicare al lavoro d’ogni giorno. E non è per niente poco!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei prossimi giorni cercherò di approfondire alcuni punti trattati quindi...un pò di pazienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, potete leggere il libro scritto dalla dott.ssa Romenti (ricercatrice presso lo Iulm e consulente d’impresa) “&lt;em&gt;Valutare i risultati della comunicazione. Modelli e strumenti per misurare la qualità delle relazioni e della reputazione&lt;/em&gt;”.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-1672149536321982681?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/1672149536321982681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=1672149536321982681' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/1672149536321982681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/1672149536321982681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/07/misurare-per-crescere-come.html' title='Misurare per crescere come professionisti'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-438784988986468186</id><published>2007-06-10T19:42:00.001Z</published><updated>2007-06-10T19:42:47.481Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione Pubblica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RP'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Blog'/><title type='text'>Fiducia, trasparenza e la gestione della cosa pubblica</title><content type='html'>La mancanza di trasparenza della politica e la sfiducia nelle istituzioni che ne deriva sono i principali problemi del nostro paese. Inutile girarci attorno. E bene lo si è visto nel &lt;a href="http://www.ferpi.it/news_leggi.asp?ID=44210"&gt;convegno organizzato da FERPI&lt;/a&gt; sul ruolo della comunicazione per la modernizzazione del Paese, tenutosi a Roma l'8 giugno scorso. Leggete il &lt;a href="http://www.ferpi.it/news_leggi.asp?ID=44164" target="_blank"&gt;commento&lt;/a&gt; del già presidente Andrea Prandi a riguardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moderato da Fabio De Rossi, vice direttore del Mondo, l'incontro ha avuto come principali relatori Paolo Anselmi di &lt;a href="http://www.gfk-eurisko.it"&gt;Gfk-Eurisko&lt;/a&gt;, l'azienda che ha curato per conto di FERPI una ricerca sul grado di fiducia degli italiani verso le istituzioni, e Paul Véron, direttore della Comunicazione e delle relazioni esterne di UIC (Union internazionale des Chemins de fer).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricerca era volta a scoprire di quali fonti si fidassero gli italiani, quale tipo di informazioni richiedessero, e quale atteggiamento avessero verso le infrastrutture.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questa ricerca è emerso un dato interessante per quanto riguarda la fiducia: i politici risultano essere all'ultimo posto (ma che strano!), e i media sono superati dalle associazioni ambientaliste (sic!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sono esse solo più credibili oppure sono più capaci di altri di comunicare meglio, di dimostrarsi trasparenti e degni di fiducia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Trustworthiness"&gt;trustworthiness&lt;/a&gt; risulta essere un reale problema - se non IL problema - per le istituzioni e la politica italiane. Il problema è che la fiducia nella e verso la politica manca da molto tempo. Secondo Giampietro Vecchiato, neo-eletto vicepresidente FERPI, con il quale ho scambiato qualche parola ieri sera, la sfiducia nella politica potrebbe essere fatta risalire agli anni '70, mentre secondo Fabio Ventoruzzo - giovane account di FBcomunicazione e socio FERPI - sarebbe Tangentopoli ad aver segnato definitivamente la storia politica italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La trasparenza che manca in molte fasi del processo decisionale e amministrativo fanno il resto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che fare dunque? Serve maggiore credibilità, ma cose si costruisce? o come si ricostruisce?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavorare sulla credibilità potrebbe a mio avviso risultare, agli occhi della gente, manipolatorio e quindi incentiverebbe la percezione diffusa che i relatori pubblici siano persuasori occulti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è quindi solo dai relatori pubblici che ci si potrebbe aspettare il compito di ridare credibilità alle istituzioni, ma sono soprattutto queste che dovrebbero fare un'attenta analisi di coscienza e mettersi a ricostruire davvero il paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Technorati Tags Start --&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Technorati Tags:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://technorati.com/tag/politics" rel="tag"&gt;politics&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://technorati.com/tag/politica" rel="tag"&gt;politica&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://technorati.com/tag/comunicazione" rel="tag"&gt;comunicazione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Technorati Tags End --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-438784988986468186?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/438784988986468186/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=438784988986468186' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/438784988986468186'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/438784988986468186'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/06/fiducia-trasparenza-e-la-gestione-della.html' title='Fiducia, trasparenza e la gestione della cosa pubblica'/><author><name>marco bardus</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://2.bp.blogspot.com/_AC7_FTgQ4sU/TC5DE52yq0I/AAAAAAAAAGo/WbNPn6kPyhE/s1600-R/3277811539_fbda1dca8b_m.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-4172150207391043426</id><published>2007-06-10T17:13:00.001Z</published><updated>2007-06-10T17:13:42.542Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RP'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Blog'/><title type='text'>La FERPI che verrà</title><content type='html'>Si è conclusa ieri 9 giugno a Roma l'assemblea nazionale della FERPI - Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (&lt;a href="http://www.ferpi.it"&gt;www.ferpi.it&lt;/a&gt;). Una città blindata per l'arrivo di George W. Bush ha fatto da cornice all'incontro biennale per il rinnovo delle cariche del direttivo e della guida della Federazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'assemblea ha quindi eletto come successore di Andrea Prandi, &lt;a href="http://www.enel.it/attivita/novita_eventi/archivio/noimusica/interviste/comin/"&gt;Gianluca Comin&lt;/a&gt;, direttore della comunicazione di Enel, che per i prossimi due anni guiderà la FERPI assieme a un folto gruppo di professionisti di tutto rispetto. Spicca anche il nome del Vicepresidente il veneto Giampietro Vecchiato, socio dell'associazione dal 1990 e professionista riconosciuto sia a livello locale che nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La FERPI ora si porrà come obiettivi quelli indicati nel &lt;a href="http://www.ferpi.it/news_leggi.asp?ID=44055"&gt;programma&lt;/a&gt; e voglio qui citarne i principali, che personalmente ritengo fondamentali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;- diventare più &lt;b&gt;autorevole e rappresentativa&lt;/b&gt; per i professionisti del settore RP;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- trasformarsi in un organo più &lt;b&gt;giovane e vitale&lt;/b&gt;, che viaggi al passo con l'attualità e con le nuove generazioni;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- rafforzare la sua &lt;b&gt;capillarità e il suo radicamento nel territorio&lt;/b&gt;;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- diventare &lt;b&gt;internazionale&lt;/b&gt;, per confrontare metodi e stili di comunicazione in un mondo sempre più globale.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fare questo c'è bisogno dell'apporto di tutti, non solo dei membri del direttivo. In questo sono stati chiari sia il presidente che il vicepresidente. La rappresentatività e l'autorevolezza si costruiscono con il tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre mi piace sottolineare l'importanza che viene data alla vitalità e alla giovinezza dell'associazione, che, sempre secondo Comin e Vecchiato, deve puntare sui contributi dei soci più giovani, il futuro della professione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto parlando di Uni&gt;FERPI, la sezione studenti della Federazione, che tra l'altro ha rinnovato il direttivo (al quale il sottoscritto ha partecipato) rieleggendo Grazia Murtarelli, studentessa della Iulm di Milano a coordinatore nazionale affiancata da Luca Fantin, iscritto a Relazioni pubbliche online dell'Università di Udine a Gorizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;cite&gt;Primi fra tutti i giovani. I giovani che escono dall'Università per entrare nel mondo del lavoro non hanno bisogno di formazione teorica, ma devono trasformare le competenze concettuali acquisite nel percorso di studi in soluzioni concrete per i destinatari della loro attività di relatori pubblici.&lt;/cite&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;cite&gt;Un'associazione di professionisti può e deve mettere a disposizione delle nuove leve la propria esperienza, il proprio network di informazioni e contatti, per creare un ponte tra formazione professionale e formazione accademica.&lt;br /&gt;&lt;/cite&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è solo l'inizio, ora ci aspetta un biennio interessante e ricco di stimoli. Molti sono stati chiamati a dare un contributo tangibile all'associazione - personalmente credo sia così che si vive davvero appieno la vita associativa -, ma &lt;b&gt;c'è bisogno dell'aiuto di tutti&lt;/b&gt; per raggiungere gli obiettivi preposti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi è tempo di rimboccarsi le maniche e di darsi da fare! Ad multos annos!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi volesse saperne di più, presto sul sito &lt;a href="http://www.ferpi.it"&gt;FERPI&lt;/a&gt; (al più tardi mercoledì sera) ci sarà il resoconto dettagliato dell'assemblea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se avete letto questo articolo e volete iscrivervi alla FERPI, è &lt;a href="http://www.ferpi.it/navigate.asp?ID=31024"&gt;presto detto&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-4172150207391043426?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/4172150207391043426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=4172150207391043426' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/4172150207391043426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/4172150207391043426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/06/la-ferpi-che-verr.html' title='La FERPI che verrà'/><author><name>marco bardus</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://2.bp.blogspot.com/_AC7_FTgQ4sU/TC5DE52yq0I/AAAAAAAAAGo/WbNPn6kPyhE/s1600-R/3277811539_fbda1dca8b_m.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-9171356243640430096</id><published>2007-06-05T11:26:00.000Z</published><updated>2007-06-05T11:29:54.766Z</updated><title type='text'>Web e politica: solite promesse elettorali?</title><content type='html'>&lt;a href="http://i40.photobucket.com/albums/e250/man0lo/elezioni.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 190px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" height="253" alt="" src="http://i40.photobucket.com/albums/e250/man0lo/elezioni.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Prendo spunto dal blog del mio concittadino &lt;a href="http://paolo.evectors.it/italian/2007/05/29.html"&gt;Paolo Valdemarin&lt;/a&gt; per analizzare un po’ il rapporto tra politica e web. Nella mia città, Gorizia, si sono da poco svolte le elezioni comunali: poco importa chi ha vinto ma, come analizzato proprio da Paolo, mi piacerebbe soffermarmi sul modo di utilizzare il sito web da parte dei diversi candidati.&lt;br /&gt;In fase di pianificazione della campagna elettorale è fondamentale definire il ruolo e la strategia (intesa anche come “peso”) legata ai diversi strumenti a disposizione del candidato. Il sito web è uno di questi strumenti, forse uno dei più completi per interagire con gli elettori e per creare, quindi, una relazione in cui porsi sullo stesso livello dei cittadini, ascoltare i loro dubbi &amp;amp; critiche e tentare d’instaurare un dialogo costruttivo (per gli appassionati di rp entriamo poi in una rappresentazione virtuale del concetto di modello simmetrico bi-direzionale in cui fondamentale è la trasparenza degli interlocutori).&lt;br /&gt;Possiamo scegliere quindi una classica impostazione di sito vetrina (brrr...da brividi nell’era del web 2.0 ma è sempre una scelta possibile) oppure impostare qualcosa di più dinamico e quindi interattivo, un sito in continuo aggiornamento con la possibilità di interazione tra candidato e l’elettorato. Ci sono poi sicuramente diverse possibili sfumature di grigio ma queste due scelte rappresentano sostanzialmente la propria impostazione (appunto, il peso) della campagna elettorale su internet. Sbilanciandoci un po’ potremmo anche dire che tale scelta rappresenta la conoscenza (o la non conoscenza) delle potenzialità del web o, forse, la paura di avere tra le mani uno strumento a volte poco conosciuto e poco controllabile.&lt;br /&gt;Prendiamo, ad esempio, i tre principali candidati alla carica di Sindaco.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ettoreromoli.it/"&gt;&lt;strong&gt;Ettore Romoli&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, candidato per il Centrodestra e nuovo sindaco della città, ha optato per un sito sostanzialmente statico in cui la parte “dinamica” è rappresentata dall’inserimento di comunicati stampa e della rassegna giornali. Scelta discutibile dal punto di vista comunicativo ma, almeno, c’è stata l’accortezza di inserire i titoli dei giornali post elezioni, al 31 maggio in cui si evidenzia la vittoria. La sezione comunicati invece è ferma al 21 maggio.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.andreabellavite.it/index.html"&gt;&lt;strong&gt;Andrea Bellavite&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, candidato di Rifondazione Comunista, opta anch’egli per un sito statico ma chiude la rassegna stampa al 26 maggio con i proclami “Sarò un sindaco amico di tutti”.&lt;br /&gt;Vale lo stesso discorso fatto per Romoli sulla scelta del sito con l’aggravante di aver chiuso il sito agli aggiornamenti del dopo elezioni.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.giuliomosetti.org/"&gt;&lt;strong&gt;Giulio Mosetti&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, candidato per l’Ulivo, presenta il sito più sobrio, più facilmente consultabile e, valutazione a titolo personale, più moderno utilizzando una struttura a blog con tanto di Rss. Qualche pecca? Certo perché i post si chiudono al 23 maggio, 4 giorni prima delle elezioni e poi non c’è più nessuna traccia per ciò che concerne i risultati.&lt;br /&gt;Considerazione valida per tutti e tre: siamo nell’era del web 2.0, internet è relazione, perché tutti e tre i candidati, per interagire con i visitatori, hanno pensato solo ed esclusivamente ad un asettico e triste “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;scrivimi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;”?&lt;br /&gt;Il dito non dev’essere puntato però solo verso i tre candidati (avrei potuto citarne molti di più) ma soprattutto verso chi, assieme a loro, si è occupato di gestire la campagna elettorale ed, in particolare, &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;l’ufficio stampa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. A meno che il sito internet non sia considerato come la solita promessa elettorale…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-9171356243640430096?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/9171356243640430096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=9171356243640430096' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/9171356243640430096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/9171356243640430096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/06/web-e-politica-solite-promesse.html' title='Web e politica: solite promesse elettorali?'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-5375386125426078256</id><published>2007-05-24T10:39:00.001Z</published><updated>2007-05-25T06:55:59.345Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strumenti RP'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Crisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RP'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Blog'/><title type='text'>Ancora dubbi sui blog? Chiedere ad Apple.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.blogsmithmedia.com/www.engadget.com/media/2007/05/jobs-looking-down.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.blogsmithmedia.com/www.engadget.com/media/2007/05/jobs-looking-down.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Leggendo siti e blog italiani o parlando con professionisti del settore delle relazioni pubbliche, c’è sempre stato e continua ad esserci una certa diffidenza sul reale potere dei blog nel mondo dell’informazione e della comunicazione.&lt;br /&gt;Ma forse basterebbe buttare l’occhio un po’ più in là per capire che, come gli altri media, anche i blog possono riservare gioie &amp;amp; dolori e spesso le lacrime possono essere “molto salate”.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.engadget.com"&gt;Engadget&lt;/a&gt;, fonte web delle più autorevoli sulle news nel campo delle tecnologie, ha pubblicato un articolo in cui annunciava forti ritardi (qualche mese ma in questo settore si può considerare un’eternità) della Apple nell’uscita dell’attesissimo Iphone e del sistema operativo Mac Os X 10.5.&lt;br /&gt;La fonte doveva essere un’email interna dell’azienda inoltrata esternamente proprio ad Engadget quindi nulla di più sicuro se non fosse per il fatto che, dopo accertamenti, tale messaggio è risultato essere fasullo anche se maledettamente uguale ai messaggi di posta elettronica interni di Apple.&lt;br /&gt;Risultato? In pochi minuti le azioni della Mela hanno iniziato a crollare al Nasdaq passando da 108,48 a 103,42 dollari per complessivi &lt;strong&gt;4 miliardi di dollari di danno&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Nonostante la smentita di Apple sia stata tempestiva così come l’intervento riparatore di Engadget, il risultato prodotto è stato davvero sconcertante.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per chi volesse approfondire qui potete trovare &lt;a href="http://www.engadget.com/2007/05/16/iphone-delayed-until-october-leopard-delayed-again-until-januar"&gt;l’articolo di Engadget &lt;/a&gt;con la smentita.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-5375386125426078256?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/5375386125426078256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=5375386125426078256' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/5375386125426078256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/5375386125426078256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/05/ancora-dubbi-sui-blog-chiedere-ad-apple_24.html' title='Ancora dubbi sui blog? Chiedere ad Apple.'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-5101895434194595921</id><published>2007-05-24T09:42:00.000Z</published><updated>2007-05-24T09:49:40.651Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Organizzare eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='meeting planner'/><title type='text'>Il meeting planner del futuro</title><content type='html'>&lt;a href="http://blogosfere.it/images/Convegno1-thumb.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://blogosfere.it/images/Convegno1-thumb.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nell’ultimo numero della rivista &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;MC Meeting &amp;amp; Congressi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, c’è un articolo interessante di Teresa Chiodo sulla figura del meeting planner aziendale, o meglio, sull’evoluzione di questa figura all’interno degli schemi di un’azienda.&lt;br /&gt;Il concetto di base è che si presuppone un passaggio dalla mera operatività ad un ruolo più manageriale in cui il meeting planner definisce, assieme al direttivo, obiettivi ed investimenti legati all’evento riducendo (si spera) i costi e massimizzando (si spera anche questo) i risultati, di qualsiasi tipo essi siano.&lt;br /&gt;Un po’ come avviene, o come dovrebbe avvenire, in una qualsiasi segreteria organizzativa in cui il meeting planner &lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;strong&gt;collabora&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; a stretto contato del cliente per la progettazione e la realizzazione dell’evento, &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;dialogando&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; con le altre agenzie partner (ufficio stampa, catering, agenzie di spettacolo, grafica, ecc…) fungendo, a seconda della volontà (e dell’apertura mentale) del cliente, come fornitore di servizi e come consulente.&lt;br /&gt;Quest’ultimo è forse l’aspetto più critico della professione e segna in definitiva la differenza tra un organizzatore d’eventi interno all’azienda o di un’agenzia (nel caso dell’outsorcing).&lt;br /&gt;A mio avviso, il meeting planner deve necessariamente rientrare, soprattutto se facente parte dell’organigramma aziendale, nella pianificazione degli obiettivi dell’evento (o del progetto comunicativo) per poi poter definire ogni aspetto del convegno, della conferenza stampa, o di qualsiasi altra manifestazione si tratti.&lt;br /&gt;Ecco perché sarebbe davvero triste sminuire ad una semplice operatività il lavoro del meeting planner soprattutto quando poi a lui vengono spesso fatte ricadere colpe e responsabilità non sue.&lt;br /&gt;Un po’ provocatoriamente, invece, mi stupisco del motivo per cui gli enti pubblici non siano tutti (e sottolineo tutti) dotati di un professionista specializzato nell’organizzazione di eventi, in particolare di convegni e conferenze. In questi pochi anni di lavoro, ho potuto collaborare, o meglio, sono stato incaricato da amministrazioni pubbliche di organizzare alcuni piccoli convegni ed ogni volta viene affibbiato al meeting planner di turno un ruolo esclusivamente operativo. In poche parole non viene dato nessuno spazio alla consulenza del professionista ma ci si limita ad eseguire le direttive dei diversi funzionari o dirigenti con uno spreco di tempo ma, soprattutto, di denaro pubblico.&lt;br /&gt;E questo non mi va giù doppiamente, sia da professionista sia da cittadino.Ad ogni modo tornerò presto ad analizzare l’evoluzione del meeting planner come “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;regista dell’evento&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-5101895434194595921?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/5101895434194595921/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=5101895434194595921' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/5101895434194595921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/5101895434194595921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/05/il-meeting-planner-del-futuro.html' title='Il meeting planner del futuro'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-3322623055087672434</id><published>2007-05-02T15:28:00.000Z</published><updated>2007-05-02T15:42:56.740Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tolleranza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione Pubblica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecnologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='talento'/><title type='text'>Che ognuno pensi al suo orticello... : (</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.villamocenigo.com/images/orto.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.villamocenigo.com/images/orto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mi è arrivato oggi in ufficio &lt;a href="http://www.nordesteuropa.it/"&gt;NordEstEuropa.it&lt;/a&gt;, un mensile di confronto fra le culture riformiste del NordEst in cui ho trovato diversi articoli interessanti sulla realtà del nordest italiano.&lt;br /&gt;La mia attenzione (sarà per la mia professione probabilmente...) è stata fin da subito attirata da alcuni pezzi sul mondo degli eventi, tra cui l’editoriale del direttore Roberto Morelli (&lt;a href="http://www.nordesteuropa.it/ktn/nee/site.nsf/documents/04C76B9892809258C12572C50050D3F2?Open"&gt;Coloriamo le città di eventi e talenti&lt;/a&gt;) e la ricerca di Richard Florida e Irene Tinagli (intervistata in questo numero del mensile) sulla situazione “creativa” di queste regioni applicando il modello delle “tre T” (tecnologia, talento e tolleranza).&lt;br /&gt;Leggendo l’intervista (sono disponibili gratuitamente solo poche righe, a pagamento l’intero pezzo) a Irene Tinagli potrete vedere quali sono (e perchè) le città più creative d’Italia e del NordEst. Ma non è questo l’elemento che ha suscitato in me qualcosa.&lt;br /&gt;Il passo fondamentale, a mio avviso, è questo: “A differenza di altri Paesi, dove l’urbanizzazione è generalmente più concentrata, in Italia c’è un gran numero di città, cosa che inevitabilmente porta a una frammentazione delle risorse. Questo potrebbe essere un vantaggio &lt;strong&gt;se le città facessero rete&lt;/strong&gt; per bilanciare le carenze, &lt;strong&gt;per migliorarsi&lt;/strong&gt; e offrire ai propri abitanti un &lt;strong&gt;sistema integrato&lt;/strong&gt; di servizi. Ma diventa &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;un rischio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; se, viceversa, ognuna si isola dal contesto circostante.”&lt;br /&gt;Parole importanti ed assolutamente non banali che riprendono perfettamente un altro post di questo blog relativo &lt;a href="http://www.laboratoriocomunicazione.it/2007/02/i-limiti-della-comunicazione-pubblica.html"&gt;ai limiti della comunicazione pubblica&lt;/a&gt; .&lt;br /&gt;In questa intervista, la Tinagli porta anche semplici esempi di collaborazione e cooperazione in altri paesi europei (soprattutto scandinavi) mentre in Italia sembra che curare il proprio orticello siano l’unica cosa importante.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-3322623055087672434?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/3322623055087672434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=3322623055087672434' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/3322623055087672434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/3322623055087672434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/05/che-ognuno-pensi-al-suo-orticello.html' title='Che ognuno pensi al suo orticello... : ('/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-8357991680326580508</id><published>2007-04-12T13:59:00.000Z</published><updated>2007-04-12T14:15:57.503Z</updated><title type='text'>La vita breve del blog</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.tabaccologia.org/clessidra.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.tabaccologia.org/clessidra.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Tra i diversi argomenti trattati, penso che su queste pagine si sia cercato più volte di capire ed ipotizzare il ruolo che i social media hanno ed avranno nella nostra vita e, soprattutto, nella nostra professione.&lt;br /&gt;Si è anche discusso del dualismo &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;carta stampata – internet&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; con la supposizione, non così azzardata sembra, che il mondo virtuale sia, prima o dopo, destinato a soppiantare ciò che Johann Gutenberg creò quasi seicento anni fa.&lt;br /&gt;Il dubbio che mi sorge spontaneo è che, come per tutte le tecnologie dei giorni nostri, anche i social media abbiano un ciclo di vita molto più corto rispetto proprio a quello che ha avuto la carta stampata.&lt;br /&gt;Mi ha fatto riflettere su ciò il messaggio di &lt;strong&gt;Toni Muzi Falconi&lt;/strong&gt; sul sito della Ferpi in cui annuncia la creazione di un nuovo blog &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.prconversations.com/"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;www.prconversations.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; (attivo dal 15 aprile) in cui dialogherà sulla situazione delle RP con altri 6 mega professionisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potete leggere &lt;a href="http://www.ferpi.it/news_leggi.asp?ID=43934"&gt;qui l’anticipazione di Toni&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Mi vorrei soffermare sulle motivazioni che l’hanno spinto a questa scelta: “&lt;em&gt;La ragione che mi ha indotto a questa decisione è che sei mesi di esperienza mi hanno persuaso che la formula del 'blog personale', &lt;strong&gt;dopo una fase iniziale di inatteso successo, si avvia lentamente verso l'obsolescenza&lt;/strong&gt; poiché, per quanto i commenti siano e restino 'aperti', l'agenda dei temi e il taglio che ad essi viene attribuito non sono altro che lo specchio delle meditazioni e delle riflessioni di un solo soggetto, mentre la collaborazione pro attiva di persone con esperienze, età, valori e storie diverse arricchisce enormemente la passione e la curiosità dei lettori, inducendoli ad una partecipazione sempre più interattiva e generatrice di conoscenze... tali da legittimare il tempo che la lettura di un blog comunque richiede loro&lt;/em&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Resto dell’idea che i social media siano, al momento, non più solo un fenomeno bensì una realtà da conoscere ed apprendere per comunicare in maniera più esaustiva, rapida e colloquiale la realtà quotidiana della nostra professione. Mi viene solo da pensare che presto nuove tecnologie e nuove filosofie comunicative potrebbero stravolgere nuovamente tutti gli scenari, senza aver avuto neanche il tempo di capire bene cos’è successo e qual è la via migliore da seguire.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Ma forse è proprio questo il bello…&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;P.S. Segnalo una nuova (e bellissima) sezione a riguardo sul sito della Ferpi &lt;a href="http://www.ferpi.it/navigate.asp?ID=43890"&gt;&lt;strong&gt;SOCIAL MEDIA&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;a cura di Italo Vignoli e Angelo Palanca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-8357991680326580508?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/8357991680326580508/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=8357991680326580508' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/8357991680326580508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/8357991680326580508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/04/la-vita-breve-del-blog.html' title='La vita breve del blog'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-3952813515609886017</id><published>2007-03-17T10:05:00.000Z</published><updated>2007-03-17T10:20:18.015Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione d&apos;Impresa'/><title type='text'>Dipende dal punto di vista...</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Da utente registrato ai servizi Vodafone, ricevo settimanalmente le ultime news e promozioni per i servizi di telefonia mobile &amp; internet attraverso una normalissima newsletter. E venerdì 2 marzo ne ho ricevuta una davvero molto attesa...Vodafone mi annuncia che dal 4 marzo eliminerà i costi di ricarica sui cellulari!!! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Mi sembra quindi doveroso un ringraziamento nei confronti di questo operatore telefonico che pensa a noi consumatori in primis, togliendo quella esosa "tassa" che gravava su noi utenti dei servizi di telefonia mobile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ecco la newsletter:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" height="149" alt="" src="http://www.laboratoriocomunicazione.it/uploaded_images/vodafone-790443.jpg" width="217" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Titolo: &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;ZERO COSTI DI RICARICA E LE NOVITA' DELL'OFFERTA VODAFONE IN ANTEPRIMA!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Dal 4 marzo Vodafone elimina i &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://demos.190.it/common/ubardr.asp?ty_key=pri_bersani_decreto&amp;camp=UI10602&amp;amp;cycle=1&amp;kcode=TEST_EMA_UI10602_1&amp;amp;tgtype=U&amp;simid=&amp;amp;custid=&amp;wcustid=8919697&amp;amp;custcode=&amp;amp;msisdn=" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;costi di ricarica&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;: per tutte le ricariche quello che spendi diventa traffico disponibile!&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Vodafone elimina??? Grazieeeee!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ed io che pensavo fosse stato un decreto-legge ad abolire i costi di ricarica, esattamente quel decreto legge che recita così:&lt;em&gt; &lt;strong&gt;"è vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l'applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto".&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Evidentemente questi strumenti di comunicazione ci permettono di vedere le cose da diversi punti di vista, da diverse angolazioni...sarà così...sinceramente a me sembra solo la solita presa per il culo!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-3952813515609886017?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/3952813515609886017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=3952813515609886017' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/3952813515609886017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/3952813515609886017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/03/dipende-dal-punto-di-vista.html' title='Dipende dal punto di vista...'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-7801205373560813009</id><published>2007-02-24T10:14:00.000Z</published><updated>2007-02-24T10:45:45.172Z</updated><title type='text'>Lavorare e formarsi...con l'iPod!</title><content type='html'>&lt;a href="http://i.cnn.net/cnn/services/podcasting/images/image.pod.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://i.cnn.net/cnn/services/podcasting/images/image.pod.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non c'è nulla da dire, ormai le nuove tecnologie hanno sconvolto (positivamente e negativamente) il nostro modo di vivere e di rapportarci con le altre persone. Un nuovo esempio? Detto fatto, l'&lt;strong&gt;iPod&lt;/strong&gt; ed in particolare il sistema di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Podcasting#Cos.27.C3.A8_e_come_funziona"&gt;podcasting&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Da tempo utilizzato per ascoltare e riascoltare programmi radiofonici sul proprio mp3 player, oggi il podcasting viene utilizzato sia nel mondo universitario per diffondere le lezioni sia nel lavoro per formare i nuovi assunti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Al &lt;strong&gt;South Kent College (UK)&lt;/strong&gt; il rettore ha deciso di stanziare 25mila sterline per regalare iPod Nano agli studenti in regola con i programmi e con le presenze così da incentivarli nell'apprendimento e premiare la loro costanza. In questo modo è stato possibile avviare un processo di diffusione via internet delle lezioni accademiche in formato podcast.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Naturalmente, oltre ai molti pareri positivi sull'iniziativa, ci sono state parecchie critiche soprattutto perchè, a detta loro, "&lt;em&gt;equivale a denaro pubblico buttato via&lt;/em&gt;". Negli Stati Uniti ed in Australia il formato podcast è già largamente utilizzato da molte università per diffondere le registrazioni delle lezioni.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In &lt;strong&gt;Australia &lt;/strong&gt;invece è nuova norma da parte delle aziende di formare i nuovi assunti fornendo loro un iPod, con qualche settimana in anticipo al primo giorno di lavoro, in cui sono presenti alcuni file audio per ambientarsi al meglio nel nuovo posto di lavoro e diminuire lo stress dell'impatto con la nuova realtà. Con questo nuovo sistema le aziende informano il nuovo arrivato sugli aspetti dell'organizzazione interna, delle norme di sicurezza, sui locali convenzionati per i pasti, ecc...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per contro, diversi esperti di gestione delle risorse umane trovano controproducente questa iniziativa perchè &lt;em&gt;limita il rapporto con i colleghi&lt;/em&gt; ed amplifica &lt;em&gt;il fenomeno della perdita di memoria da parte delle nuove generazioni&lt;/em&gt;, sempre più dipendenti da agende (cartacee ed elettroniche) o altri dispositivi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Come per ogni cosa, anche l'utilizzo delle nuove tecnologie dev'essere moderato e non deve minare alle relazioni interpersonali. Con questa opportuna premessa, è mia opinione che, soprattutto nel caso della formazione universitaria, l'utilizzo del sistema di podcasting è utilissimo ma come strumento aggiuntivo, come &lt;strong&gt;plus&lt;/strong&gt;. Rimane nell'intelligenza e nella coscienza di ognuno capire che l'interazione, e quindi il rapporto, tra docente - studente valgono sicuramente molto più, in termini di formazione e di relazione tra le persone, che un asettico mp3 player.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-7801205373560813009?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/7801205373560813009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=7801205373560813009' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/7801205373560813009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/7801205373560813009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/02/lavorare-e-formarsicon-lipod.html' title='Lavorare e formarsi...con l&apos;iPod!'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-5507911516183073832</id><published>2007-02-14T08:26:00.000Z</published><updated>2007-02-14T08:45:47.973Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione Pubblica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cittadinanzattiva'/><title type='text'>I limiti della comunicazione pubblica</title><content type='html'>Uno dei primi post di questo blog datato 5 novembre e dal titolo “Dove tira il vento?” (&lt;a href="http://www.laboratoriocomunicazione.it/2006/11/dove-tira-il-vento.html"&gt;http://www.laboratoriocomunicazione.it/2006/11/dove-tira-il-vento.html&lt;/a&gt;) riguardava un convegno organizzato da Assorel a Trieste per la presentazione di una ricerca Astra sullo stato delle attività di relazioni pubbliche nel Nord Est. &lt;a href="http://www.regione.sicilia.it/TURISMO/TRASPORTI/codice%20strada/reg/fig%20II-50.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 156px; CURSOR: hand; HEIGHT: 154px" height="168" alt="" src="http://www.regione.sicilia.it/TURISMO/TRASPORTI/codice%20strada/reg/fig%20II-50.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i diversi relatori anche il &lt;strong&gt;dott. Fabio de Visintini&lt;/strong&gt;, direttore dell’Ufficio Comunicazione della Regione Friuli Venezia Giulia il cui intervento era fondamentalmente basato sulla &lt;strong&gt;necessità di dividere in maniera risoluta e decisa la comunicazione pubblica da quella politica&lt;/strong&gt;, tracciare quindi un solco netto tra la comunicazione degli Amministratori e la comunicazione dell’Ente/Istituzione.&lt;br /&gt;Cambiano infatti i presidenti, le giunte ma l’Istituzione è sempre la stessa e così dev’essere anche per la sua reputazione/credibilità e la sua immagine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro Rovinetti&lt;/strong&gt;, segretario generale dell’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale ma soprattutto uno dei massimi esperti del settore, nel suo libro “Fare Comunicazione Pubblica” scrive esattamente: “…si è alimentata una certa confusione tra la comunicazione pubblica e quella politica. Fingendo che non fosse possibile definirne un preciso confine si è così favorito l’affermarsi di un lungo periodo in cui le competenze spesso hanno dovuto cedere il passo alle appartenenze. Con due pessimi risultati: il primo di “&lt;strong&gt;inquinare&lt;/strong&gt;” il tanto auspicato e ricercato dialogo con il cittadino con una comunicazione inevitabilmente appesantita dalla propaganda e dalla ricerca del consenso; il secondo di giustificare la necessità di avere in questi settori &lt;strong&gt;dirigenti spesso non professionalizzati&lt;/strong&gt; ma quasi sempre di schieramento”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un articolo sulla rivista della Camera di Commercio di Milano (Impresa &amp; Stato n° 32), &lt;strong&gt;Franco Carlini&lt;/strong&gt;, creatore dell’agenzia web Totem, analizza un ddl in materia di comunicazione istituzionale delineandone gli obiettivi (in grassetto i passi, a mio giudizio, fondamentali e le parole chiave):&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;facilitare&lt;/strong&gt; la comprensione e l’applicazione delle norme;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;agevolare&lt;/strong&gt; l’utilizzazione dei servizi offerti al pubblico e migliorarne la qualità;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;attivare i cittadini&lt;/strong&gt; per la soluzione di problemi di carattere sociale o comunque di interesse generale;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;informare&lt;/strong&gt; i cittadini sulle funzioni, l’organizzazione, le procedure, il personale e i mezzi delle istituzioni dello Stato e dei poteri locali;&lt;br /&gt;- promuovere la circolazione delle informazioni all’interno del sistema informativo, &lt;strong&gt;coinvolgendo e motivando il personale&lt;/strong&gt; della gestione dei servizi pubblici;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;promuovere l’immagine&lt;/strong&gt; dell’Italia all’estero e dare adeguata visibilità a eventi di importanza nazionale o internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riassumendo ancora più brevemente, la comunicazione istituzionale &lt;strong&gt;serve ad avvicinare la PA ed il Cittadino&lt;/strong&gt; portandoli sullo stesso piano, creando una relazione tra loro efficace e consapevole. Aiuta, cioè, Istituzione e Cittadino &lt;strong&gt;a comprendersi, collaborare e rispettarsi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre nel libro di Rovinetti, &lt;strong&gt;Roberto Moisio&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;capitolo 6 – C’era una volta l’ufficio stampa&lt;/em&gt;) scrive che l’introduzione della legge 150, oltre a riconoscere la comunicazione come attività professionale (e che quindi necessità di professionalità specifiche), segna “&lt;strong&gt;una riga di demarcazione&lt;/strong&gt; tra la comunicazione politica e quella istituzionale” (con l’istituzione della figura del “portavoce”).&lt;br /&gt;Nutro forti dubbi su questa reale divisione, dubbi supportati, a mio parere, da oggettivi comportamenti della PA. In Italia sono diverse le manifestazioni ed i premi istituiti per le migliori best practices nel settore della comunicazione pubblica ed istituzionale (vedi solo al &lt;a href="http://www.compa.it/"&gt;Compa&lt;/a&gt;) ma allora mi sembra spontaneo chiedermi perchè queste buone pratiche non vengono riprodotte (il termine “copiate” suonerebbe male) tra le diverse amministrazioni riducendo così investimenti (e costi) di consulenza alla ricerca di sempre nuovi progetti di comunicazione?&lt;br /&gt;Se il fine ultimo è il miglioramento del rapporto (e del servizio) con il cittadino, perchè non condividere le esperienze (intese come successi e fallimenti) tra le amministrazioni stesse in un’ottica di comunicazione interna della PA?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-5507911516183073832?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/5507911516183073832/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=5507911516183073832' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/5507911516183073832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/5507911516183073832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/02/i-limiti-della-comunicazione-pubblica.html' title='I limiti della comunicazione pubblica'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-6225345441561652476</id><published>2007-02-04T16:27:00.000Z</published><updated>2007-02-04T20:02:10.788Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Etica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='media giornalismo'/><title type='text'>Il presente e il futuro della comunicazione online</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.laboratoriocomunicazione.it/uploaded_images/gsa1-741586.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 243px; height: 154px;" src="http://www.laboratoriocomunicazione.it/uploaded_images/gsa1-738232.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ieri sono stato al convegno sulla "Comunicazione multimediale", organizzato da &lt;a href="http://www.gsaitalia.org/" target="_blank"&gt;GSA-Giornalisti specializzati associati&lt;/a&gt;, dal gruppo friulano nato da pochi mesi. Interessante tutto il convegno al quale hanno partecipato numerosi esperti del settore.&lt;br /&gt;Vi propongo qui di seguito il lungo resoconto dell'evento, ma queste righe non sono sufficienti a trattare tutti i temi in modo esaustivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appuntamento quindi tra breve su questo blog per approfondire gli argomenti di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;giornalismo e nuovi media&lt;/span&gt;. Buona lettura!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Il primo convegno nazionale dei &lt;span class="linkforum"&gt;Giornalisti specializzati associati&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;ha riunito a Udine esperti da tutta Italia. Ospite d’onore Angelo Perrino, direttore di &lt;span class="linkforum"&gt;Affari Italiani&lt;/span&gt;&lt;span class="linkforum"&gt;, il primo quotidiano italiano online e indipendente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Giornalismo e nuove tecnologie, internet e informatica giuridica&lt;/strong&gt;. Questi sono stati i temi principali del convegno, organizzato dal gruppo friulano di &lt;a href="http://www.gsaitalia.org/" target="_blank" class="linkforum"&gt;Gsa – Giornalisti specializzati associati&lt;/a&gt; , che si è svolto a Udine sabato 3 febbraio. Da tutta Italia sono giunti in Friuli, come relatori, numerosi esperti di comunicazione, di editoria online e giornalisti di carta stampata che hanno parlato dello stato dell’arte della comunicazione sul web.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oggi il web è una cosa di tutti, fa parte della nostra società ed è difficile pensare ad un mondo senza connessioni, informazioni, notizie (ma anche gossip), che viaggiano praticamente in tempo reale.&lt;br /&gt;I relatori presenti al convegno hanno quindi portato testimonianza delle loro esperienze personali e professionali a confronto con il mondo del web.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo gli onori di casa tenuti da &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Valeria Grillo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, vicepresidente del Consiglio provinciale di Udine, il convegno è stato aperto dall’intervento di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Michele Ficara Manganelli&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, presidente di &lt;a href="http://www.assodigitale.it/" target="_blank" class="linkforum"&gt;Assodigitale&lt;/a&gt;, il quale ha fatto una panoramica sugli scenari della comunicazione multimediale. Dai blogger ai nuovi portali di informazione, dalla crisi delle agenzie di stampa e dei giornali su carta ai video diffusi nella rete come nuovo fenomeno di informazione “dal basso”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come cambiano i paradigmi comunicativi, così cambia la professione &lt;/strong&gt;del giornalista che diventa anche videoreporter, esperto di impaginazione multimediale e non solo scrittore e cronista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ulteriore conferma delle potenzialità della rete, è giunta una chiamata in diretta telefonica da Milano (per mezzo di Skype) di Emiliano Tosi, giornalista e responsabile informatico di Gsa, il quale ha così dimostrato come sia possibile ridurre le distanze comunicative attraverso internet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stata poi la volta di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Massimiliano Fanni Canelles&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, direttore di &lt;a href="http://www.socialnews.it/" target="_blank" class="linkforum"&gt;SocialNews&lt;/a&gt;, giornale di informazione sociale, che  ha confrontato il mondo della stampa tradizionale con quello dell’editoria in rete. Per Canelles la necessità di comunicare rimarrebbe un assunto imprescindibile, per cui la carta stampata non verrebbe soppiantata da quella digitale, ma se ne differenzierà semplicemente. L’editoria sarebbe in crisi, secondo Canelles, per gli alti costi che deve affrontare, mentre internet in questo senso offre chiari e indiscutibili vantaggi economici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il presidente Anso (&lt;a href="http://www.anso.it/" target="_blank" class="linkforum"&gt;Associazione nazionale stampa online&lt;/a&gt;), &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Luca Lorenzetti&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, si è soffermato sulle potenzialità della stampa in rete, basate sulla contaminazione dei mezzi di comunicazione e sulla multimedialità, veri e propri aspetti competitivi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La parola è andata poi a &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Fabio Folisi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, direttore di &lt;a href="http://www.friulinews.it/" target="_blank" class="linkforum"&gt;FriuliNews&lt;/a&gt;, reduce dall’esperienza di GiornaleItaliaNordest, apripista negli anni Novanta della nuova multimedialità dell’informazione in Regione. Internet avrebbe messo in crisi la sicurezza del mondo dell’informazione, molto più spesso reazionario che progressista, ma che, secondo Folisi, non sarebbe in grado di resistere a lungo alla novità: «è come cercare di frenare un fiume in piena con le mani», ha commentato.&lt;br /&gt;«La demonizzazione delle rete – ha affermato Folisi – è patrimonio negativo di un giornalismo di provincia che teme di perdere la propria piccola fetta di potere e mercato».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Si è parlato ancora di nuovi media di informazione e di web radio con &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Roberto Zarriello&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, direttore editoriale di &lt;a href="http://www.radioalzozero.net/" target="_blank" class="linkforum"&gt;Radio Alzo Zero&lt;/a&gt;, che ha lodato i blog come fenomeno di “giornalismo partecipativo”. Tra i motivi del loro successo Zarriello individua l’informalità di linguaggio, la duttilità, la facilità d’uso, l’ipertestualità e un carattere “sociale” che, attravers l’interattività, renderebbe gli utenti non più semplici fruitori passivi di informazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dai concetti di “reporter diffuso” e “web2.0”&lt;/strong&gt; si è passati agli aspetti giuridici nell’era di internet. A parlare è stato l’avvocato udinese &lt;em&gt;&lt;strong&gt;David D’Agostini&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, specializzato in diritto dell’informatica, che ha trattato i temi della privacy, del diritto d’autore e delle responsabilità civili e penali dell’editoria online.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l’intervento di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Luca Oliverio&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, responsabile del progetto &lt;a href="http://www.comunitazione.it/" target="_blank" class="linkforum"&gt;Comunitàzione&lt;/a&gt;, che ha parlato dell’evolvuzione delle comunità virtuali e ha accennato al cambiamento epocale delle abitudini dei consumatori, è stata infine la volta dell'intervento di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Angelo Perrino&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ospite d'onore dell'evento, giornalista e uomo di comunicazione, oggi direttore del primo quotidiano italiano online &lt;a href="http://www.affaritaliani.it/" target="_blank" class="linkforum"&gt;Affari Italiani&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Quest’ultimo ha spiegato come il suo giornale sia riuscito ad affermarsi e quali siano le strategie utili per il futuro sempre più orientato verso un sincretismo dei mezzi di comunicazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Internet ha sconvolto i meccanismi dell’editoria tradizionale», ha detto Perrino, giornalista e uomo di comunicazione, che ha creduto già dal ’96 nelle opportunità offerte dalla rete, creando il primo quotidiano online e indipendente, &lt;a href="http://www.affaritaliani.it/" target="_blank" class="linkforum"&gt;Affari Italiani&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il professor &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Francesco Pira&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, in qualità di docente dell’Università di Udine, ha parlato poi dell’informazione politica, pubblica e sociale in rete, mostrando come ai fini di una buona comunicazione possa essere efficace creare comunicati stampa ipertestuali e che facciano uso di foto, suoni, clip audio e video, oltre che del testo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anche l’uso oculato delle newsletter potrebbe portare buoni risultati&lt;/strong&gt;, così come lo farebbe una conferenza stampa in collegamento telematico con le redazioni dei giornali, ma con le dovute precauzioni. E poi ci sono i blog che starebbero ergendosi a efficaci strumenti della moderna comunicazione politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A chiudere la giornata di riflessioni l’intervento dello psicoterapeuta e giornalista associato Gsa &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Paolo Zucconi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, il quale si è soffermato sui rischi dovuti a un eccessivo uso di internet. Spersonalizzazione, ansia sociale, disadattamento e disturbo del controllo degli impulsi potrebbero rendere la nostra società sempre più superficiale e isolata, secondo Zucconi. Quindi internet sì, ma con moderazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Marco Bardus&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-6225345441561652476?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/6225345441561652476/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=6225345441561652476' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/6225345441561652476'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/6225345441561652476'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/02/il-presente-e-il-futuro-della.html' title='Il presente e il futuro della comunicazione online'/><author><name>marco bardus</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://2.bp.blogspot.com/_AC7_FTgQ4sU/TC5DE52yq0I/AAAAAAAAAGo/WbNPn6kPyhE/s1600-R/3277811539_fbda1dca8b_m.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-4120609658357677597</id><published>2007-01-19T16:10:00.000Z</published><updated>2007-01-19T16:34:58.176Z</updated><title type='text'>Imparare dagli errori...</title><content type='html'>Vorrei invitarvi a leggere un post davvero molto interessante dal blog di Toni Muzi Falconi ed i relativi commenti. Il tema? Si parla degli errori di Richard Edelman, dal caso WalMart ai laptop con installato Microsoft Vista  "donati" da Bill Gates ad alcuni blogger per testare le performance del nuovo sistema operativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.tonisblog.com/?p=125" rel="bookmark"&gt;Yes! An unabashed praise for Richard Edelman. We will learn from your mistakes.. &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti le osservazioni di Toni non fanno una piega, Edelman è stato e sarà un avventuriero delle Rp a livello mondiale e che talvolta i grandi successi si costruiscono proprio sulle sconfitte! Anche se è altrettanto innegabile che alcuni errori (vedi WalMart) sono realmente difficili da comprendere per un'organizzazione del calibro di Edelman.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco qui le considerazioni proprio dell'ufficio di &lt;strong&gt;Edelman Italia&lt;/strong&gt; in merito a questo post di Toni. &lt;a href="http://blog.edelman.it/"&gt;http://blog.edelman.it/&lt;/a&gt; vedi "Sbagliando si impara, ma si cresce" - 11 gennaio 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-4120609658357677597?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/4120609658357677597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=4120609658357677597' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/4120609658357677597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/4120609658357677597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/01/imparare-dagli-errori.html' title='Imparare dagli errori...'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-7096164221432223000</id><published>2007-01-04T10:08:00.000Z</published><updated>2007-01-05T08:55:40.439Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='media giornalismo'/><title type='text'>Giornalismo integrato e il web</title><content type='html'>Sul blog di &lt;a href="http://www.pandemia.info/"&gt;Pandemia&lt;/a&gt; ho trovato stamattina lo spunto e l'ispirazione per parlare di come cambia o come sta cambiando il giornalismo nell'era del web 2.0.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per prima cosa riprendo la "notizia" che si può trovare &lt;a href="http://www.pandemia.info/2007/01/04/largo_ai_giornalisti_integrati.html"&gt;qui&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Consiglio la lettura di un articolo a tutta pagina sul Sole 24 Ore di oggi, a cura di Giulia Crivelli, dal titolo "Largo ai giornalisti integrati" a pagina 18 dell'edizione cartacea di oggi (online non sembra disponibile).&lt;br /&gt;Nel lungo pezzo si prende spunto da notizie internazionali recenti relative al mondo dei giornali per lanciare il tema della redazione integrata. Si prende spunto dallla nuova edizione del &lt;a href="http://online.wsj.com"&gt;Wall Street Journal&lt;/a&gt; in edicola dal 2 gennaio, dal passaggio online e non più su carta del giornale più antico del mondo, il svedese &lt;a href="http://www.poit.org/"&gt;Post- och Inrikes Tidningar&lt;/a&gt;, per tracciare un quadro dei cambiamenti in corso nella stampa internazionale con l'avvento e lo sviluppo di Internet.&lt;br /&gt;Si racconta inoltre di come prestigiose testate quali Daily Telegraph, La Tribune, Washington Post abbiano intrapreso la strada dell'integrazione tra edizione online e quotidiano e di come i giornalisti di queste realtà siano sempre più multimediali nei propri reportage."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, mi sono detto, ci stiamo rendendo conto che le cose stanno cambiando. E secondo me le grandi difficoltà che l'AssoStampa ha nel negoziare il contratto di lavoro con l'associazione degli editori è sintomo di questo cambiamento.&lt;br /&gt;Non è soltanto il fatto che un quotidiano svedese lasci la carta stampata per buttarsi nel mondo virtuale (costi zero di stampa, possibilità di risparmiare anche sugli stipendi dei giornalisti...), ma soprattutto è lo svilupparsi di nuovi modelli di business e di nuovi paradigmi che, secondo me, cambieranno anche il modo di scrivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'integrazione tra carta stampata e online è una delle tendenze di fondo dei tempi che corrono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su tale argomento ho fatto una breve ricerca e ho trovato il commento del giornalista &lt;a href="http://www.businessweek.com/innovate/NussbaumOnDesign/techteam.html"&gt;Bruce Nussbaum&lt;/a&gt; di BusinessWeek che parla appunto di modelli di business. L'articolo lo trovate &lt;a href="http://www.businessweek.com/innovate/NussbaumOnDesign/archives/2006/12/the_wall_street.html"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Nussbaum - e condivido questa visione - il WSJ sta tentando di raggiungere due obiettivi in una sola mossa, ma la cosa non è così semplice come sembra e in questo caso la strategia non è così chiara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"First, it will cut the size of the WSJ itself and cut the news hole--the amount of space devoted to news. That should save a lot of money by cutting the cost of print, publishing and journalists."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco uno dei punti a favore dell'online! I costi ridotti di stampa e la possibilità di pubblicazione in pochi click di mouse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo punto della strategia del WSJ prevede che l'informazione e le notizie in quanto tali si trovino su internet, mentre l'approfondimento (e la creazione di significato, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;meaning&lt;/span&gt; per Nussbaum) rimangano sulla carta stampata - nessuna novità, perché alcuni settimanali già lo fanno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è qui che Nussbaum solleva due questioni:&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;i consumatori di informazioni legati al mondo del business hanno davvero bisogno di tutto questo approfondimento e significato? o sono più interessati alle informazioni in quanto tali?&lt;/li&gt;&lt;li&gt;il WSJ è in grado di fornire questo genere di servizio quotidiano e da oggi in poi?&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;Secondo me questo modello è contraddittorio in quanto la carta stampata ha limiti di spazio e di paginazione, quindi come è possibile approfondire un certo argomento - dedicandogli maggiore spazio - senza incidere sui costi di stampa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece online un giornalista potrebbe scrivere pressocché all'infinito visto che i post e gli articoli occupano poche centinaia di byte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma allora viene spontaneo porgersi la domanda se abbia senso continuare a stampare i giornali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciando da parte per il momento l'insostituibile sensazione tattile che un giornale o una rivista danno, secondo me la questione non si pone sul lato formale, bensì su quello sostanziale, in altre parole sul piano dei contenuti.&lt;br /&gt;La carta stampata e il giornalismo online già si differenziano per contenuti e per le modalità con cui li trattano. Si tratta quindi di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;continuare a differenziarli&lt;/span&gt;, ma forse nel modo opposto, cioè nel presentare online l'approfondimento (possibile grazie all'iper- o alla multitestualità del mezzo stesso), mentre sulla carta stampata si possono affrontare gli stessi temi, ma in modo diverso. Opinioni, commenti, notizie avrebbero un'altra connotazione. Cosa ne pensate?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'integrazione di questi due modi e mondi permetterebbe la sopravvivenza del primo, quello più "antico" o tradizionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Visto che parliamo di contenuti, ecco che però è necessario porsi quesiti in questo ambito, seguedo quelli che secondo me sono almeno due punti essenziali:&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;Il concetto di notizia e il grado di "notiziabilità". La carta stampata con i suoi ritmi non può stare al passo con quelli di internet. Quindi la scelta degli argomenti da trattare è fondamentale. Sul giornale non cerco la notizia, perché l'ho già ricevuta da migliaia di altre fonti prima di leggere il giornale.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Chi fa notizia? O meglio, chi decide che un dato argomento è notiziabile? In altre parole, se con internet e il web2.0 diventiamo tutti giornalisti, quale sarà il futuro della comunicazione e del giornalismo in questo senso?&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La qualità dei contenuti e dell'informazione. Quanto spesso si sente parlare gente che non ha nè i numeri nè l'esperienza per farlo e che, attraverso la rete, diffonde commenti, informazioni, voci di corridoio false o tendenziose?&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;Ancora una volta ritorna il concetto di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;credibilità&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;della fonte&lt;/span&gt; ed è qui che sta il punto cruciale. I giornali sono qualcosa di molto credibile, anche per il semplice fatto di essere concreti, tangibili. Se ci spostiamo online, dove tutto può essere preso per vero, verosimile o notiziabile, dove sta la credibilità della fonte?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pongo questo quesito in termini molto banali e ingenui, sperando di suscitare nei lettori di questo blog spunti di riflessione e commenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-7096164221432223000?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/7096164221432223000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=7096164221432223000' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/7096164221432223000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/7096164221432223000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2007/01/giornalismo-integrato-e-il-web.html' title='Giornalismo integrato e il web'/><author><name>marco bardus</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://2.bp.blogspot.com/_AC7_FTgQ4sU/TC5DE52yq0I/AAAAAAAAAGo/WbNPn6kPyhE/s1600-R/3277811539_fbda1dca8b_m.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-2034024025726813139</id><published>2006-12-29T13:06:00.000Z</published><updated>2006-12-29T13:16:19.632Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strumenti RP'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione d&apos;Impresa'/><title type='text'>L’influenza dei blog: usi ed abusi!</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.amicopediatra.it/genitori/Vaccinazioni/IMMAGINI/influenza_virus.JPG"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.amicopediatra.it/genitori/Vaccinazioni/IMMAGINI/influenza_virus.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Internet rappresenta una nuova opportunità per la comunicazione d’impresa mettendo a disposizione delle aziende e dei professionisti di rp nuovi strumenti, nuove tecnologie ma creando, al tempo stesso, nuove sfide e problematiche.&lt;br /&gt;Ecco perchè è fondamentale analizzare l’evoluzione e le potenzialità di questi nuovi media imparando, come sempre, dalle prime esperienze e dagli errori fatti.&lt;br /&gt;Come già visto nei commenti sul precedente post e come già trattato da diversi esperti, &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;attendibilità&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;grado d’influenza&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; rappresentano i concetti chiave della comunicazione online soprattutto quando parliamo di corporate blog.&lt;br /&gt;Qual’è il grado d’influenza che le aziende/organizzazioni esercitano sui loro pubblici attraverso i propri blog?&lt;br /&gt;Da una ricerca dell’agenzia Ipsos e condotta in vasta scala su Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna e Italia, sono &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;ben 25 milioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; le persone che hanno modificato la propria opinione e la propria scelta di acquisto di un bene/servizio dopo aver consultato un blog. Un numero davvero notevole soprattutto se valutiamo il grado d’autorevolezza che gli intervistati hanno fornito a diverse fonti: &lt;strong&gt;30% stampa, 24% blog, 17% pubblicità, 14% e-mail marketing&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;In particolare hanno preso piede diversi blog utili nel campo delle tecnologie (cellulari, computer, navigatori satellitari, ecc...) in cui esperti ed appassionati dialogano e commentano i nuovi prodotti e le tendenze di mercato. Ed analizzando la blogosfera vediamo che proprio le grandi aziende high-tech per prime hanno compreso le potenzialità di questa relazione “virtuale” ed i possibili riscontri economici e qualitativi sulle loro attività.&lt;br /&gt;Qualche esempio? Abbiamo già detto di &lt;strong&gt;Intel&lt;/strong&gt; ma lo stesso potremo dire per &lt;strong&gt;Microsoft&lt;/strong&gt; che ha affidato ad un proprio dipendente, Robert Scoble, la gestione del blog aziendale attraverso cui dialogare con i visitatori/lettori sui prodotti dell’azienda. Attraverso questo nuovo canale, Microsoft riceve quotidianamente commenti e spunti interessanti da clienti, appassionati ed esperti d’informatica alla scopo di migliorare la qualità dei propri software. Altro buon esempio è quello di &lt;strong&gt;General Motors&lt;/strong&gt; che, sfruttando al meglio la tecnologia rss, si concentra sull’aggiornamento del blog con il duplice obiettivo dell’interazione con i clienti (fidelizzazione) e della visibilità.&lt;br /&gt;E’ normale che ci siano però anche alcuni esempi negativi di come i blog vengano camuffati da strumento di relazione ma essendo, nella pratica, semplici e banali canali promozionali.&lt;br /&gt;Già detto del caso &lt;strong&gt;Wal-Mart&lt;/strong&gt;, torniamo a casa nostra con due esempi: quello del Gruppo Fiat – Lancia per la nuova versione della &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Ypsilon&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; (&lt;a href="http://www.miss-y.it/"&gt;www.miss-y.it&lt;/a&gt;) e quello di Martini &amp;amp; Rossi per il brand &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Bacardi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; (&lt;a href="http://www.bblog.it/"&gt;www.bblog.it&lt;/a&gt;). In entrambe i casi, l’aziende promuove un proprio stile utilizzando un personaggio immaginario, non reale e limitandosi ad utilizzare il blog per comunicare un messaggio pubblicitario o segnalare eventi, concorsi ed iniziative commerciali. Naturalmente, terminata la campagna pubblicitaria legata al ciclo di vita del prodotto, anche il blog sparisce un pò come avviene...ahimé...in molti blog politici del periodo antecedente alle elezioni (ma di questo parleremo in futuro). In questi ultimi due casi è palese che l’influenza esercitata è molto bassa e si può manifestare (nei casi migliori) in una tendenza del momento (breve periodo).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-2034024025726813139?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/2034024025726813139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=2034024025726813139' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/2034024025726813139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/2034024025726813139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2006/12/linfluenza-dei-blog-usi-ed-abusi.html' title='L’influenza dei blog: usi ed abusi!'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-187042507676672848</id><published>2006-12-12T10:08:00.000Z</published><updated>2006-12-12T10:14:05.109Z</updated><title type='text'>L'azienda comunica...online!</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.scienceclarified.com/images/uesc_06_img0297.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.scienceclarified.com/images/uesc_06_img0297.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sul numero di dicembre di &lt;a href="http://www.ascom.ud.it/media/2469_10_1_extra1.pdf"&gt;Oggi Impresa FVG&lt;/a&gt; ho avuto modo e spazio di scrivere un articolo sulla comunicazione d’impresa attraverso internet sottolineando, in particolar modo, il cambiamento, o meglio, la metamorfosi del sito web aziendale negli ultimi anni.&lt;br /&gt;Si tratta di un vero e proprio &lt;strong&gt;processo evolutivo&lt;/strong&gt; del modo di avvicinarsi e di utilizzare la Rete da parte delle imprese ed, in generale, di tutte le organizzazioni.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Fino a pochi anni fa (una decina circa) la costante era essenzialmente “essere presenti” per cui ci trovavamo di fronte a vetrine virtuali nate con l’unico obiettivo di mostrare l’esistenza di una determinata attività. L’approccio era prettamente estetico per cui spesso il sito era caratterizzato da animazioni ed altri effetti grafici usati per “colpire l’occhio” del visitatore.&lt;br /&gt;In questa fase potremmo paragonare il sito internet al raggiungimento di uno “status” per l’azienda che si affaccia quindi alla Rete senza però una vera e propria consapevolezza degli obiettivi e delle possibilità, una moda o un trend da seguire. Da notare inoltre che questo approccio (estetico più che di contenuti) portava l’utente a visitare una sola volta il sito internet, quasi solo per curiosità.&lt;br /&gt;Passiamo poi, e ci riferiamo agli ultimi anni, ad una fase dove si annullano gli effetti e le possibilità della cosiddetta “new economy” che tanti imperi finanziari, veri o presunti, aveva prodotto in pochissimo tempo. E cambia quindi anche l’approccio delle aziende alla Rete delle reti, la presenza non è più sufficiente e l’obiettivo di base diventa quello di facilitare il lavoro in termini di rapidità ed efficacia: il sito internet diventa quindi, oltre a vetrina, un vero e proprio strumento di lavoro quotidiano. La pagina web, in questa fase, rientra in una nuova ottica e come tale dev’essere impostata ed integrata con l’attività quotidiana dell’azienda: come semplice esempio pensiamo alla possibilità per un negozio o azienda di vendere il proprio prodotto attraverso il sito internet o, per lo meno, di ricevere ordini che verranno poi gestiti dal reparto vendite.&lt;br /&gt;Nel settore a me più caro, l’organizzazione di eventi e congressi, questo nuovo approccio alla Rete è coinciso con la possibilità d’iscriversi ad un convegno (o altra manifestazione) semplicemente compilando dei form su internet con notevole risparmio di tempo e lavoro per i meeting planner.&lt;br /&gt;Questo passaggio da moda a strumento è stato sicuramente fondamentale per le aziende perchè hanno veramente cominciato ad intuire le potenzialità di internet ed a configurare i propri obiettivi d’impresa tenendo conto anche di questa nuova opportunità. E non parlo solo di aziende private ma di qualsiasi tipo di organizzazione.&lt;br /&gt;Un esempio? Dovendo organizzare una presentazione aziendale a Vienna più di un anno fa, ricordo bene di essermi messo alla ricerca di una location adatta all’evento stesso e per mia fortuna &amp;amp; piacevole sorpresa, mi sono imbattuto nel sito internet dell’Ufficio Turistico della capitale austriaca ( &lt;a href="http://info.wien.at/"&gt;http://info.wien.at&lt;/a&gt; ). Nella sezione dedicata al turismo B2B (business to business) si trova proprio una sezione dedicata al mondo dei congressi con un dettagliatissimo database che permette la ricerca di una sede a seconda delle caratteristiche (tipologia, capienza, posizione, stile, servizi). In 5 minuti avevo individuato la location perfetta, avevo in mano tutti i contatti necessari, le foto e le piantine della struttura: grandioso!&lt;br /&gt;Ora ci troviamo di fronte ad una nuova fase in cui il sito internet aziendale diventa anche strumento di relazione tra l’organizzazione ed i suoi pubblici, una sfida a dir poco affascinante soprattutto per i professionisti delle relazioni pubbliche. Una nuova fase perchè la presenza su internet dev’essere necessariamente parte integrante degli obiettivi ma anche dei programmi e della pianificazione strategica sia nel breve sia nel medio/lungo periodo.&lt;br /&gt;Non è sufficiente rivolgersi ad un bravo webdesigner, non basta contattare un ottimo sviluppatore informatico, è necessario che nella progettazione ed implementazione del sito l’azienda sia affiancata da un esperto in relazioni pubbliche. Perchè? Semplicemente perchè attraverso il sito l’azienda/organizzazione avrà una nuova opportunità di costruire una relazione duratura ed efficace con i propri pubblici influenti, clienti in primo luogo ma non solo. Come? Un esempio facile (a dirsi, non a farsi) è l’utilizzo del sito come strumento di audit e quindi di ascolto degli interessi/obiettivi degli interlocutori con il chiaro intento di farli propri. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-187042507676672848?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/187042507676672848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=187042507676672848' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/187042507676672848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/187042507676672848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2006/12/lazienda-comunicaonline.html' title='L&apos;azienda comunica...online!'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-6488348544808242879</id><published>2006-12-06T22:33:00.000Z</published><updated>2006-12-06T22:36:04.368Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione Pubblica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione d&apos;Impresa'/><title type='text'>Schierarsi o non schierarsi...come comunicare nel conflitto culturale?</title><content type='html'>E' notizia di alcuni giorni fa che la British Airways ha vinto la causa intentatagli da una dipendente che era stata sospesa per essersi rifiutata di nascondere il piccolo crocifisso che portava al collo. La hostess sosteneva di essere in diritto di esporre il proprio simbolo religioso dal momento che la compagnia aerea non impediva alle proprie dipendenti musulmane di indossare il velo.Sebbene la British Airways abbia vinto sul piano legale, ben altro risultato sta ottenendo sul fronte dei rapporti con le istituzioni politiche e con l'opinione pubblica. Cento parlamentari inglesi hanno già presentato un interrogazione sull'episodio, istigando al boicottaggio dei voli della compagnia di bandiera, e numerose sono state le manifestazioni popolari a sostegno della libertà di fede.&lt;br /&gt;Evitando di soffermarci sul fenomeno paradossale che vede l'Europa (Olanda esclusa) tutelare la sensibilità dell'islam integralista maggiormente della libertà di espressione dei propri cittadini, questo episodio ci invita a riflettere sugli scenari comunicativi che istituzioni pubbliche ed aziende si troveranno ad affrontare. A mio avviso stiamo vivendo un periodo di grande cambiamento, sia di valori che di costumi. La linea di demarcazione degli schieramenti tra civiltà laico/cristiana e musulmana appare sempre più netta e profonda. Anche chi , fino a ieri, è stato a guardare, oggi si sente chiamato in causa a difendere i propri diritti e, volente o nolente, è costretto a scegliere una posizione.&lt;br /&gt;Lo stato e le imprese occupano dunque una posizione molto scomoda. Si trovano a dover mediare tra i valori di libertà della cultura cui appartengono e la sensibilità, molto suscettibile, di cittadini (per lo più immigrati) di cultura e fede diversa. Qualunque strada comunicativa intraprendano, sono portati a schierarsi inevitabilmente con gli uni o con gli altri. In ogni caso la gestione della comunicazione appare molto delicata.&lt;br /&gt;In questo contesto che pare peggiorare di giorno in giorno, quali scenari è possibile aspettarsi a breve?&lt;br /&gt;Di fronte alle continue provocazioni e minacce, esiste la possibilità per enti pubblici ed aziende di rimanere neutrali e non finire in pasto alla public opinion?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-6488348544808242879?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/6488348544808242879/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=6488348544808242879' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/6488348544808242879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/6488348544808242879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2006/12/schierarsi-o-non-schierarsicome.html' title='Schierarsi o non schierarsi...come comunicare nel conflitto culturale?'/><author><name>Massimiliano Conti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-3538041139949241787</id><published>2006-12-01T20:49:00.000Z</published><updated>2006-12-19T15:32:27.077Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strumenti RP'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione d&apos;Impresa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RP'/><title type='text'>Le relazioni commerciali...comunicazione d'impresa</title><content type='html'>&lt;a href="http://msd2d.com/im/SEC/051503/audit.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://msd2d.com/im/SEC/051503/audit.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel mese di gennaio partirà a Udine un corso per "&lt;strong&gt;Addetti alle relazioni commerciali&lt;/strong&gt;" organizzato dall'Ires (Istituto di Ricerche Economiche e Sociale del Friuli Venezia Giulia) e finanziato dal Fondo Sociale Europeo: perchè vi dico questo? Perchè, per precedenti accordi tra la società per cui lavoro ed Ires, dovrò partecipare a tale corso in qualità di relatore.&lt;br /&gt;A dir la verità, essendo il mio un intervento breve (un pomeriggio) è più corretto forse dire che dovrò portare una testimonianza di come vengono affrontati, all'interno della nostra struttura (Centro Convegni Palazzo delle Professioni di Udine) i rapporti commerciali.&lt;br /&gt;Stavo quindi iniziando a strutturare la mia "lezione" e cercando di capire quale taglio dare all'argomento per non fossilizzarmi su concetti "terra terra" e per lasciare qualcosa ai partecipanti, almeno il mio punto di vista.&lt;br /&gt;Ed è così che mi sono trovato a ragionare sulle relazioni commerciali...eh già, proprio relazioni...come le ns adorate relazioni pubbliche, ci sarà mica qualche punto di contatto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risposta semplice....naturalmente SI!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le relazioni commerciali possono...devono essere considerate, a parer mio, sotto due ottiche:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1) STRUMENTO DELLA COMUNICAZIONE D'IMPRESA&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le aziende comunicano in maniera più o meno consapevole con i propri pubblici di riferimento, tra cui i clienti (acquisiti e potenziali). In quest’ottica la figura dell’addetto alle relazioni commerciali dev’essere rivisitata non solo come fonte di redditività per l’azienda bensì come “costruttore” di relazioni e rapporti duraturi ed efficaci.&lt;br /&gt;Ne consegue che le relazioni commerciali costituiscono un momento fondamentale nella creazione e gestione dell’identità dell’azienda stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2) STRUMENTO DI AUDIT&lt;/strong&gt; e, conseguentemente, fonte di informazioni utili alla pianificazione strategica dell'azienda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il processo evolutivo della comunicazione d’impresa negli ultimi anni è principalmente segnato dal passaggio da “comunicazione” a “relazione” in cui gli interessi dei pubblici esterni dell’azienda vengono interiorizzati e fatti propri. Qual’è il motivo di questo cambiamento? L’azienda vuole creare “&lt;strong&gt;consenso&lt;/strong&gt;” al fine di fidelizzare il cliente e garantirsi un rapporto nel lungo periodo con i suoi interlocutori.&lt;br /&gt;Le relazioni commerciali, in quest’ottica, diventano strumento di audit e quindi di verifica e controllo degli interessi e delle aspettative del mercato: in questo modo l’addetto alle relazioni commerciali e la sua attività quotidiana diventano fonte di informazioni utili a pianificare la strategia aziendale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-3538041139949241787?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/3538041139949241787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=3538041139949241787' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/3538041139949241787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/3538041139949241787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2006/12/le-relazioni-commercialicomunicazione.html' title='Le relazioni commerciali...comunicazione d&apos;impresa'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-162913154010334233</id><published>2006-11-11T12:41:00.001Z</published><updated>2006-12-19T15:36:39.631Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Etica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazione Pubblica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cittadinanzattiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RP'/><title type='text'>Lei non sa chi sono io...eticamente parlando</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.lagazzettadelcapo.net/Foto/2006/Gennaio%202006/130106_2.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.lagazzettadelcapo.net/Foto/2006/Gennaio%202006/130106_2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Si è da poco conclusa la tredicesima edizione del &lt;strong&gt;Compa&lt;/strong&gt; di Bologna, il Salone Europeo della Comunicazione Pubblica, anche quest’anno teatro di interessanti confronti e discussioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi non conosce questa manifestazione basti sapere che neanche Ethan Hunt (&lt;em&gt;Tom Cruise in Mission Impossible&lt;/em&gt;) potrebbe tentare di partecipare a tutti i convegni, seminari e tavole rotonde organizzate nella tre giorni bolognese (&lt;a href="http://www.compa.it/index.html?sec=10504&amp;amp;lang=1"&gt;calendario&lt;/a&gt;), è necessario quindi scegliere accuratamente&lt;br /&gt;le tematiche ed i relatori che più interessano e prepararsi a correre per i corridoi del quartiere fieristico felsineo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia “avventura” di quest’anno parte martedì 7 novembre, ore 16.30 presso la sala T del Centro Servizi per seguire il convegno “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;Etica della comunicazione&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;” e che vede come coordinatore &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffff00;"&gt;Adriano Fabris&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; (direttore Master in Comunicazione Pubblica e Politica presso l’Università degli Studi di Pisa) mentre come relatori &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;Paolo Scandaletti&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; (docente di Etica della Comunicazione presso la Luiss Guido Carli), &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffff33;"&gt;Guidi Gili&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; (preside Facoltà Scienze umane e sociali presso l’ Università degli Studi del Molise), &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffff33;"&gt;&lt;span style="color:#ffff33;"&gt;Padre&lt;/span&gt; Pasquale Borgomeo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; (Collegio degli Scrittori “La Civiltà Cattolica”) e &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffff33;"&gt;Giorgio Battisti&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; (generale di divisione, capo Reparto Affari Generali, Stato Maggiore dell’Esercito).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per motivi di spazio non mi è possibile presentare integralmente i concetti espressi ma cercherò di riassumere alcuni pensieri dei relatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto “comunicare eticamente” significa farlo in maniera trasparente: in poche parole il mittente del messaggio dev’essere ben identificabile così come i suoi obiettivi. Questo aspetto l’abbiamo già visto nel post sulle &lt;a href="http://www.laboratoriocomunicazione.it/2006/11/intercettazioni-telefoniche-strumento.html"&gt;intercettazioni telefoniche&lt;/a&gt; con il contributo di Toni Muzi Falconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interessante però la considerazione del prof. Gili che, citando gli studi del sociologo canadese Erving Goffman, ci dimostra come il mittente del messaggio può essere composto da una pluralità non meglio definita di soggetti (&lt;strong&gt;animatore – autore – mandante&lt;/strong&gt;). Questo è perfettamente reale nelle professioni dove qualcuno cura gli interessi di un’altra persona (o organizzazione): pensiamo al lavoro dell’avvocato e, naturalmente, del relatore pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sempre quindi l’animatore e l’autore del messaggio coincidono con il reale mandante” (nell’esempio il cliente dell’avvocato o del relatore pubblico) della comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’etica comporta quindi una &lt;strong&gt;responsabilità comunicativa&lt;/strong&gt; e ci permette di argomentare, sempre e comunque, le proprie scelte e decisioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un comportamento etico, inoltre, &lt;strong&gt;contribuisce alla creazione di identità&lt;/strong&gt; – reputazione, da non confondersi con il termine “immagine”. La reputazione è infatti una credibilità dimostrata, un qualcosa di non confuntabile e che sarà difficile da alterare mentre l’immagine è un qualcosa di aleatorio ed artificiale, facilmente modificabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo quindi affermare che una &lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;buona/cattiva comunicazione non si cambia repentinamente con operazioni d’immagine.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma è possibile essere sempre trasparenti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono dei &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;limiti&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; alla trasparenza che vengono imposti, nel caso della comunicazione istituzionale dell’Esercito italiano presentato dal gen. Battisti, dalla necessità di garantire la sicurezza dei soldati, della missione e dell’Istituzione stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Scandaletti, opinione da me condivisa in maniera completa, la &lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;strong&gt;cittadinanzattiva&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;può divenire strumento di controllo e verifica dell’etica della comunicazione.&lt;br /&gt;Esistono infatti degli aspetti critici che impediscono, o per meglio dire, che ostacolano la piena trasparenza ed eticità tra cui il mancato riconoscimento di alcune associazioni professionali (tra cui Ferpi), le mancanza di una programmazione a medio/lungo periodo dell’offerta formativa universitaria nazionale, i diversi e “perversi” rapporti dei personaggi politici con i media, l’assenza di organi a garanzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mia opinione, sicuramente utopistica, è che &lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;strong&gt;un cittadino attivo e consapevole è il miglior garante (per sé stesso) dell’etica della comunicazione&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt; Un garante super partes è comunque una forma di “censura” e di restrizione alla libertà personale ed al diritto all’informazione, buona o cattiva che sia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-162913154010334233?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/162913154010334233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=162913154010334233' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/162913154010334233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/162913154010334233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2006/11/lei-non-sa-chi-sono-ioeticamente_11.html' title='Lei non sa chi sono io...eticamente parlando'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-7720289161497675997</id><published>2006-11-11T09:03:00.000Z</published><updated>2006-12-12T10:21:06.730Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pr Licensing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RP'/><title type='text'>About the licensing of public relations</title><content type='html'>Prendo nuovamente spunto dal blog di &lt;a href="http://www.tonisblog.com/"&gt;Toni Muzi Falconi&lt;/a&gt; per alcune riflessioni in merito alla discussione, forse datata ma per noi sempre attuale e decisamente “hot”, sulla cosiddetta “PR Licensing”. Di che si tratta? In inglese la parola “license” significa letteralmente patente o permesso, stiamo parlando quindi di una legittimazione delle capacità e delle conoscenze di un professionista di relazioni pubbliche senza cui non sarebbe possibile operare sul mercato. Possiamo paragonarlo quindi all’esame di stato obbligatorio per diverse professioni come avvocati, commercialisti o all’esame di abilitazione per i medici. La comunità professionale mondiale è da sempre spaccata in due su questo punto in una sorta di “neverending story” che, dopo un periodo di relativo stallo, ha ripreso banco e su internet potrete trovarne largamente traccia. Vi invito a leggere, per comprendere a fondo l’argomento, le posizioni ma soprattutto le motivazioni dei diversi “schieramenti” (passatemi il termine) alcuni post presi qua e là:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da Toni’s Blog (in inglese)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5 ottobre &lt;a href="http://www.tonisblog.com/?p=69"&gt;Harold Burson on full licensing from Delhi’s Icco conference! Professional Associations should get into the act and also devise and implement a pr for pr program! &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9 settembre &lt;a href="http://www.tonisblog.com/?p=36"&gt;On the licensing of public relations: the debate revamps. Where are we to go? &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da Italo Vignoli’s Blog (in italiano)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11 ottobre&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italovignoli.com/2006/10/pr-licensing.html#links"&gt;PR Licensing - Public relations will likely not gain the professional status it wants and deserves unless it embraces licensing.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In queste poche righe Toni Muzi Falconi sintetizza le motivazioni di coloro sono favoreli alla pr licensing ed ai suoi contestatori:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“The basic reasoning behind the licensing argument is that public relations, like other professions, impacts on the public interest and that therefore, as other professions are, it should be regulated to protect such public interest. The basic reasoning behind the denial of licensing is that public relations is a ‘first amendment profession’ and therefore the Government should stay away from regulating its dynamics.”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mio modesto parere la legittimazione della professione non dev’essere considerata solo un obiettivo ma un “must” per la comunità delle relazioni pubbliche, una priorità assoluta.A proposito, leggete questo “quasi divertente” &lt;a href="http://pr-blues.blogspot.com/2006/09/miss-pr-neverending-misunderstanding.html#links"&gt;post&lt;/a&gt; tratto dal blog &lt;a href="http://pr-blues.blogspot.com/2006/09/miss-pr-neverending-misunderstanding.html"&gt;Le Relazioni Pericolosamente Pubbliche&lt;/a&gt; di Enrico Bianchessi. Quasi perchè purtroppo è una realtà di tutti i giorni soprattutto se pensiamo che queste cose non capitano solo a noi, nel nostro piccolo, ma persino a "mostri sacri" come Richard Edelman (&lt;a href="http://www.edelman.com/speak_up/blog/archives/2006/09/a_jarvis_moment.html"&gt;The Jarvis Moment&lt;/a&gt;).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-7720289161497675997?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/7720289161497675997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=7720289161497675997' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/7720289161497675997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/7720289161497675997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2006/11/about-licensing-of-public-relations.html' title='About the licensing of public relations'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-1496634667821116045</id><published>2006-11-05T10:00:00.000Z</published><updated>2006-12-12T10:22:55.980Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricerche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RP'/><title type='text'>Dove tira il vento?</title><content type='html'>Si è tenuto il 5 ottobre a Trieste presso il Centro Congressi Stazione Marittima, il workshop Assorel “Dove tira il vento? Il valore delle Relazioni Pubbliche per l’economia del nord est” in cui è stata presentata l’indagine quantitativa condotta da Astra Ricerche su commissione di 18 agenzie associate Assorel. La ricerca, presentata e commentata in maniera molto efficace da &lt;strong&gt;Enrico Finzi&lt;/strong&gt; (presidente Astra e TP), è stata condotta su un campione di circa 500 professionisti delle RP (liberi professionisti, agenzie e aziende) ed aveva lo scopo di definire la situazione del mercato delle relazioni pubbliche sul territorio nazionale ed ipotizzare delle previsioni per il prossimo biennio. Non starò qui a commentare i risultati ma se siete interessati potete visitare il sito &lt;a href="http://www.assorel.it/"&gt;Assorel&lt;/a&gt;. Sono stati altri gli spunti che hanno destato la mia curiosità e su questi mi piacerebbe un po’ soffermarmi per diversi motivi, primo fra tutti perché si tratta del nostro futuro professionale e non penso che tutti conosciamo così bene la situazione del mercato, cosa ci può essere richiesto dal cliente, quali le sue aspettative nei suoi confronti e così via. Quali sono questi spunti? Per ora ne illustrerò solo due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;1) ARE U READY?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Molte volte, ed io per primo, ci lamentiamo perché pensiamo e definiamo il mercato del Triveneto (ed in particolare del Friuli) come un territorio dove c’è poca cultura della comunicazione, dove c’è poca richiesta del nostro tipo di figura professionale e dove questa non-conoscenza porta ad un conseguente non riconoscimento delle nostre competenze. A parte il fatto che, per ciò che concerne il Triveneto, i numeri riportano una situazione in netto miglioramento se andiamo ad analizzare gli investimenti che le aziende, ed anche la PA, hanno destinato in questi ultimi anni alla comunicazione ma la riflessione che volevo fare riguarda proprio le competenze e la professionalità che noi, giovani “esperti” di comunicazione abbiamo conseguito o avremmo dovuto conseguire. “&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;Un mercato più maturo e consapevole è un mercato più severo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;” … le parole del dott. Finzi sembrano banali ma non lo sono affatto, almeno secondo me, e mi portano a riflettere se effettivamente la crescita di consapevolezza e maturazione del mercato verso la comunicazione e le RP avanza di pari passo al mio grado di maturazione e crescita come professionista. In poche parole, mi sento pronto a soddisfare le richieste, o meglio, i bisogni del mio cliente? Non vuole essere una critica la mia ai corsi accademici, tutt’altro, ma solo la consapevole considerazione che per considerarmi un vero professionista devo continuare a crescere e ad aggiornarmi ogni giorno. Ma d’altronde…nessuno nasce "imparato", no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;2) SPECIALIZZAZIONE O PACCHETTO ALL INCLUSIVE?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il mercato, sempre più maturo e consapevole, richiede una preparazione ed offerta sempre più specifica…in poche parole richiede una specializzazione sempre più marcata. Ed anche questa considerazione non è così poi banale…Dalla ricerca Astra risulta infatti che i servizi di RP vengono sempre più “scorporati” dalle agenzie soprattutto nel campo dell’organizzazione di eventi e per il lancio di nuovi prodotti. Il mio dubbio è che spesso si è portati a pensare che un referente unico per l’azienda possa essere la cosa migliore, un unico riferimento per la comunicazione di un brand, per il raggiungimento di un obiettivo, per la creazione di consenso (reputazione). Mi viene da pensare che se un professionista segue l’azienda a 360° avrà più facilità ad avere una &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;visione d’insieme&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; ed a coordinare tutte le attività del communication mix. Oppure è ipotizzabile che l’offerta di troppi servizi sia interpretata come uno scarso livello di professionalità? Tra l’altro ho apprezzato moltissimo l’intervento di Fabio de Visintini, direttore della Comunicazione della Regione FVG, in cui descriveva il concetto friulano del &lt;em&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;&lt;strong&gt;FASO TUTTO MI’ &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;(Faccio tutto io) che ha salvato queste terre nel passato (vedi il terremoto del Friuli nel 1976) ma che ora rischia di diventare ostacolo alla crescita della regione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-1496634667821116045?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/1496634667821116045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=1496634667821116045' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/1496634667821116045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/1496634667821116045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2006/11/dove-tira-il-vento.html' title='Dove tira il vento?'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2618457276727327597.post-9170863709423529764</id><published>2006-10-13T09:10:00.000Z</published><updated>2006-12-12T10:19:54.241Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strumenti RP'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RP'/><title type='text'>Intercettazioni telefoniche: strumento per le relazioni pubbliche?</title><content type='html'>Prendo spunto dal blog di Toni Muzi Falconi (&lt;a href="http://www.tonisblog.com/"&gt;www.tonisblog.com&lt;/a&gt;), per girare a voi tutti (e chissà quanti sarete già...a milioni!!!) questa domanda: le intercettazioni telefoniche possono essere considerate uno strumento per i professionisti di rp ? Forse la prima risposta che vi passa per la mente è "Assolutamente noooo" o almeno questo è quello che ho pensato io leggendo il &lt;a href="http://www.tonisblog.com/?p=61"&gt;post&lt;/a&gt; di Toni Muzi Falconi. Ma come? Ho passato anni...e non pochi...all'Università per poi dover lavorare per mezzo delle così attuali intercettazioni telefoniche? Non è possibile, mi spiace Toni ma stavolta hai preso un abbaglio. Continuando però nella lettura del suo post le cose iniziano a cambiare, inizio a pensare che un fondo di verità nelle sue parole c'è. Riporto solo un pezzo in cui si parla di due casi specifici ma vi consiglio di leggere tutto il commento: "&lt;em&gt;In one specific case, I was even directly victim of this procedure: a major corporation, in order to avoid a huge fine, accepted, without informing me, to post on the Internet all the classified information I had been supplying for many years … Can you imagine my embarrassment? And, can you imagine the fortune I could have made had I decided to sue that company for breach of years of reciprocal non disclosure agreements? In another recent case, in which I was not directly involved, but experienced it from close by, a colleague of mine actually convinced a client who knew his mobile was being tapped to use this very channel of communication to orient eavesdroppers and their clients in wrong directions…and, believe me, it worked like charm&lt;/em&gt;!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Oh my God..ragazzi, è vero...le intercettazioni possono essere considerato uno strumento di relazioni pubbliche, poi potremmo disquisire sull'etica ma è probabilmente innegabile il loro ruolo nella creazione di consenso, di reputazione o nell'influenzare attività e comportamenti. Onestamente è un ragionamento che, soprattutto in prima battuta, mi ha un pò sconvolto le idee in merito alla professione che abbiamo o che vorremmo intraprendere. Fino a che punto può e deve spingersi il professionista di RP nel gestire e tutelare il suo cliente ed i suoi obiettivi?Verrebbe da pensare quindi che in guerra ed in amore tutto è permesso, o quasi...Non lo so, rimango perplesso. Toni Muzi Falconi conclude il suo post auspicando una via d'uscita: &lt;strong&gt;il ritorno al vero concetto di trasparenza&lt;/strong&gt;. Chi sono, chi rappresento, quali sono i miei obiettivi e come intendo raggiungerli?Al momento, mi pare di capire, si possa ipotizzare quindi che non sempre è possibile dare una risposta a tutte queste domande.Ma sarà possibile farlo più avanti? E' possibile fare un percorso a ritroso per tornare a parlare di trasparenza? Ho i miei dubbi ma, da inguaribile sognatore, me lo auguro!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2618457276727327597-9170863709423529764?l=stefanofait.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanofait.blogspot.com/feeds/9170863709423529764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2618457276727327597&amp;postID=9170863709423529764' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/9170863709423529764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2618457276727327597/posts/default/9170863709423529764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanofait.blogspot.com/2006/11/intercettazioni-telefoniche-strumento.html' title='Intercettazioni telefoniche: strumento per le relazioni pubbliche?'/><author><name>Stefano Fait</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09495695895985015399</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://www.laboratoriocomunicazione.it/img/ste.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
